L’Intelligenza Artificiale influenza sempre più la vita quotidiana e richiede nuove competenze di cittadinanza digitale critica e consapevole. In questo contesto, l’Università degli Studi di Firenze, nell’ambito del progetto ALMA – Advanced Learning Multimedia Alliance for Inclusive Academic Innovation finanziato dal PNRR, ha realizzato il MOOC interdisciplinare “Percorsi di alfabetizzazione critica sull’Intelligenza Artificiale”. Il corso introduce ai principi fondamentali dell’IA, alle sue applicazioni e implicazioni sociali, culturali ed etiche. Il MOOC è stato sviluppato sulla piattaforma Ipazia, basata su Moodle 4.5, valorizzandone le funzionalità native per accessibilità e tracciabilità. L’esperienza formativa è stata supportata dall’uso delle sottosezioni per l’organizzazione dei contenuti, dal plugin ReadSpeaker per l’inclusività e da una personalizzazione del tema Boost. Nel primo mese di erogazione il corso ha registrato 758 iscritti, con 276 completamenti. I questionari di gradimento mostrano elevata usabilità (82%) e soddisfazione complessiva (87%), evidenziando l’efficacia di Moodle nel supportare percorsi aperti, accessibili e orientati alla cittadinanza digitale.
I Centri Linguistici di Ateneo (CLA) superano il modello dei test standardizzati per rispondere alle richieste del mercato del lavoro attraverso le micro-credenziali. Il contributo presenta l'evoluzione strategico-didattica di un CLA che evolve il tradizionale Open Badge d'esame in un sistema di certificazioni "stackable" (impilabili) su Moodle, integrando la competenza linguistica (QCER) con le competenze trasversali (soft skills). Sfruttando le funzioni native della piattaforma, il progetto mostra la configurazione del Registro delle Competenze di Moodle e l'uso di vincoli di completamento avanzati. Attività performative come video-pitch nel modulo Compito o dinamiche di peer-review nel Workshop permettono di tracciare abilità specifiche (es. Public Speaking o negoziazione interculturale). Il superamento dei singoli "mattoncini" didattici sblocca in automatico la micro-credenziale finale. I risultati evidenziano una maggiore motivazione degli studenti, che acquisiscono certificati granulari e spendibili nel portfolio digitale, e confermano il ruolo di Moodle come motore flessibile per il lifelong learning e l'internazionalizzazione dell'Ateneo.
La realizzazione di corsi linguistici asincroni ad accesso aperto pone sfide che vanno ben oltre la semplice produzione di contenuti digitali. Quando i possibili destinatari non solo hanno differenti livelli di competenza linguistica, ma anche differenti esperienze formative e professionali (non solo studenti universitari con presupposte competenze base della lingua straniera, ma anche apprendenti potenzialmente con competenze pregresse discontinue o dimenticate e liberi professionisti con competenze disciplinari elevate), e quando i corsi riguardano sia lingue di ampia diffusione sia lingue meno comunemente insegnate (LCTLs), la progettazione didattica deve necessariamente integrarsi con quella tecnologica, organizzativa e dell'accessibilità.
Il contributo presenta l'esperienza dell'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale" nell'ambito dell'ALM@ Digital Education Hub, attraverso la progettazione e lo sviluppo di diciannove corsi linguistici aperti realizzati su una piattaforma Moodle dedicata. L'intervento ricostruisce le principali scelte progettuali adottate per garantire l'accessibilità dei corsi da dispositivi differenti (computer, tablet e smartphone), l'usabilità in modalità mobile anche per lingue con sistemi di scrittura non convenzionali, l'inclusione di studenti con disabilità fisiche e cognitive mediante criteri di Universal Design for Learning, plugin dedicati all'accessibilità e un processo sistematico di revisione dei materiali didattici.
Particolare attenzione sarà dedicata alle criticità incontrate nella produzione delle risorse didattiche e nella scelta degli strumenti Moodle più adatti. L'esperienza ha infatti evidenziato come la competenza nell'insegnamento linguistico tradizionale non coincida necessariamente con la capacità di progettare percorsi autoapprenditivi efficaci. Ciò ha richiesto la definizione di un processo di accompagnamento fondato sulla formazione degli autori, sulla consulenza specialistica, sulla progettazione condivisa dei contenuti e su cicli successivi di revisione pedagogica e tecnologica.
Più che presentare un modello concluso, il contributo intende riflettere su un'esperienza di progettazione complessa, mettendo in evidenza strategie, criticità e soluzioni che possano risultare utili ad altre istituzioni impegnate nello sviluppo di ambienti Moodle per l'apprendimento linguistico aperto, accessibile e multilingue.
Il contributo presenta e discute un modello di formazione internazionale collaborativa sviluppato nell'ambito dell'esperienza UniTo – Edvance - EMILYO. In particolare, analizza come Moodle supporti la progettazione, l'erogazione, la certificazione e il riuso internazionale di MOOC per la formazione in ambito Sicurezza e Difesa. L'analisi si basa sulle schede di macro-progettazione dei corsi, sulle configurazioni della piattaforma Moodle, sull'inventario dei MOOC sviluppati e sulla documentazione relativa a un Blended Intensive Programme (BIP). Dallo studio emerge un modello multilivello di formazione internazionale collaborativa articolato in tre livelli: condivisione, co-erogazione e co-progettazione. In tale modello Moodle opera come infrastruttura tecnologica e didattica, mettendo in relazione learning outcome, risorse, attività formative, valutazioni, criteri di completamento e rilascio degli Open Badge, e favorendo il riuso dei percorsi formativi in contesti differenti. Il caso del MOOC Chemical, Biological, Radiological and Nuclear Weapons of Mass Destruction, integrato nel BIP Biosafety and Bioterrorism dell'Università di Torino, mostra come uno stesso MOOC possa essere utilizzato sia nella fase online propedeutica, per fornire conoscenze di base comuni a studenti con background differenti sia durante le attività in presenza per approfondire e consolidare gli apprendimenti. Il lavoro evidenzia i benefici osservabili del modello, ne discute le potenzialità e ne delinea i possibili sviluppi futuri.
Il contributo presenta una Escape Room digitale implementata su Moodle e integrata con l'Intelligenza Artificiale Generativa come metodologia didattica innovativa. L'esperienza, rivolta agli studenti di Scienze della Formazione Primaria dell'Università della Calabria, mira a favorire un apprendimento attivo, trasformando la piattaforma in un ambiente ludico che aumenta motivazione e coinvolgimento.Realizzata con l'applicazione H5P, l'Escape Room si articola in cinque aree tematiche. Gli studenti devono risolvere enigmi per progredire, allenando competenze trasversali come il problem solving e il team working. In questo contesto, l'IA ha agito come partner progettuale del docente, supportando la creazione di scenari e narrazioni e ottimizzando i tempi di sviluppo.Un questionario iniziale ha rilevato l’atteggiamento e le percezioni positive, ma caute, degli studenti verso l'IA nella didattica. I risultati del questionario finale evidenziano un forte gradimento: l'85% degli studenti ha trovato l'ambientazione coinvolgente e il 95% ritiene l'attività un valido strumento da estendere ad altri corsi. Le Escape Room virtuali potenziate dall’IA rappresentano una risorsa efficace per consolidare l'apprendimento e sviluppare competenze in contesti immersivi e accessibili.
In questo articolo illustro alcune esperienze di didattica attiva mediante attività di Gamification, Problem Solving e Flipped Learning con Moodle, svolte in alcune classi del Liceo delle Scienze Applicate dell’ISIS “A. Malignani” di Udine. L’obiettivo è proporre una riflessione relativa alla costruzione di competenze in un contesto di trasversalità dei saperi e in una visione d’insieme dell’apprendimento, attraverso le potenzialità della piattaforma Moodle, in un’ottica di collaborazione tra pari e di Peer Education. In tali attività è stata utilizzata l'attività collaborativa resa disponibile dal Learning Management System Moodle: Treasure Hunt – Caccia al Tesoro.
Keywords – Gamification, Problem Solving, Flipped Learning, Peer Education.
Il contributo presenta la progettazione, lo sviluppo e il testing della piattaforma di apprendimento gamificata del progetto Erasmus+ In4Sustain, basata su Moodle e volta a sviluppare competenze di sostenibilità e circolarità in professionisti e studenti VET del settore tessile e abbigliamento. La progettazione si è fondata su quattro focus group con 27 esperti di cinque paesi europei e su un'analisi comparativa di serious game dedicati alla sostenibilità, che hanno evidenziato lacune formative e il sottoutilizzo degli elementi narrativi e sociali. Su queste basi è stata sviluppata in Moodle una piattaforma di gamification narrativa, articolata in missioni story-driven, feedback contestualizzato, percorsi flessibili e micro-credenziali, testata e validata da un gruppo di 10 esperti.
La Guida Galattica Interattiva per Autostoppisti della Realtà Virtuale è un percorso formativo costruito su Moodle e strutturato, sul piano tecnico, come una categoria che raccoglie sei corsi autoconsistenti. Progettato per abbassare la soglia di accesso dei
docenti alle tecnologie immersive, adotta il modulo H5P Virtual Tour come motore dell’esperienza e integra l’intelligenza artificiale generativa per la produzione di ambienti sferici. La sua struttura metacorsuale fa sì che ciascun corso sia a sua volta un tour virtuale che insegna a costruire tour virtuali, entro una cornice narrativa che accompagna il docente da Autostoppista a Comandante. La relazione illustra le scelte di progettazione didattica e tecnologica del percorso, l’ancoraggio al framework DigCompEdu e la sua replicabilità per la comunità Moodle.
"Consiglieri per un giorno" è un progetto di educazione civica, gratuito, rivolto agli studenti delle scuole secondarie di II grado della Lombardia giunto quest'anno alla sua 12 edizione.
Il progetto è organizzato dal Consiglio Regionale della Lombardia ed sempre stato svolto "in presenza". Nell'anno scolastico 25/26 è stata svolta una sperimentazione che ha permesso di digitalizzare i contenuti con l'obiettivo di estendere la portata dell'intervento ad un numero superiore di scuole.
Da qui il nome "Consiglieri per un giorno 5.0". Come piattaforma di condivisione e formazione abbiamo usato un Moodle appositamente allestito e configurato.
Immutato resta l’obiettivo finale: mettere in grado gli studenti di formarsi su alcuni temi ed elaborare Progetti di legge da discutere in Aula consiliare.
Il progetto ha previsto anche un impegno significativo dei docenti nella preparazione in classe dei ragazzi utilizzando i contenuti del sito, dove le scuole che hanno partecipato hanno avuto a disposizione lezioni e materiale didattico realizzato tenendo conto delle indicazioni WCAG.
Nell’anno scolastico 2025/2026 hanno aderito 25 scuole provenienti dalle diverse province lombarde e circa 1.000 studenti che hanno infine partecipato a 8 simulazioni delle sedute consiliari a Palazzo Pirelli a Milano.
Sito del progetto:
https://crlperungiorno.it/
Un partenariato di quattro università europee ha progettato un corso sulla simulazione ad eventi discreti nell’ambito del Blended Intensive Programme Erasmus+. Sono state erogate due edizioni che hanno coinvolto complessivamente 50 studenti: in entrambi i casi la piattaforma LMS di supporto è stata Moodle. La relazione descrive gli obiettivi e l’organizzazione del corso e come è stato implementato con gli strumenti messi a disposizione di Moodle. In conclusione, vengono discussi i risultati raggiunti, l’opinione degli studenti e proposte alcune idee su come migliorare il corso.
Moodle per una didattica ibrida aumentata: un’esperienza in corso nei Master IA e DIRSCO
Alessio Fabiano1, Andrea Cirolia1, Giuseppe Nobile1
1 Università degli Studi della Basilicata – Laboratorio ORIAID
alessio.fabiano@unibas.it; andrea.cirolia@unibas.it; giuseppe.nobile@unibas.it
— COMUNICAZIONE —
Il contributo presenta l’esperienza maturata dal Laboratorio ORIAID dell’Università degli Studi della Basilicata nell’organizzazione di due Master di II livello erogati attraverso Moodle nell’ecosistema EDUNEXT. I percorsi riguardano, rispettivamente, l’impiego dell’Intelligenza Artificiale nei processi inclusivi e i temi della governance scolastica. La piattaforma raccoglie materiali, accessi alle lezioni sincrone, consegne, comunicazioni e attività di tutoraggio, offrendo ai corsisti un ambiente riconoscibile lungo l’intero percorso. Alcune applicazioni di IA vengono utilizzate per sottotitoli, traduzioni, sintesi e materiali multimodali, con verifica dei contenuti da parte di docenti e tutor. Da queste pratiche è nata anche la guida Didattica inclusiva con l’Intelligenza Artificiale, pensata come supporto operativo alla progettazione educativa.
Keywords – Moodle, didattica ibrida, Intelligenza Artificiale, AI Literacy, inclusione.
1 CONTESTO E FINALITÀ
Il contributo presenta un’esperienza innovativa tuttora in corso presso l’Università degli Studi della Basilicata, sviluppata nell’ambito delle attività del Laboratorio ORIAID. L’esperienza riguarda l’impiego di Moodle, all’interno dell’ecosistema EDUNEXT, in due Master di II livello: Intelligenza artificiale, didattica digitale e nuove tecnologie per i processi inclusivi e Il Dirigente scolastico e il docente fra governance e didattica per la prevenzione educativa del disagio giovanile – DIRSCO.
I due percorsi sono rivolti prevalentemente a professionisti della scuola e condividono l’esigenza di rendere sostenibile una formazione universitaria online articolata, capace di integrare lezioni sincrone, attività asincrone, materiali di studio, interazioni, consegne e tutoraggio. Pur mantenendo finalità differenti, i Master utilizzano Moodle come ambiente comune di riferimento, evitando che l’esperienza formativa si frammenti tra strumenti, comunicazioni e spazi digitali non coordinati [1].
Le scelte compiute nei due Master riprendono alcuni temi già affrontati dagli autori: la trasformazione degli spazi di apprendimento, l’AI Literacy, l’inclusione e la responsabilità educativa connessa all’uso dell’IA [4][5][6][7]. La letteratura sul blended learning ha inoltre aiutato a leggere la piattaforma come parte della progettazione e non come semplice supporto tecnico [2][3]. Nella pratica quotidiana, infatti, introdurre una nuova applicazione non basta. Occorre stabilire dove collocarla nel corso, quale attività deve sostenere, che cosa viene richiesto al corsista e in quale momento intervengono docente e tutor.
2 MOODLE COME AMBIENTE UNITARIO DEL PERCORSO
Nei due Master Moodle non è utilizzato come semplice repository di documenti, ma come infrastruttura didattica che organizza e rende leggibile l’intero percorso. La suddivisione dei corsi in moduli e sezioni consente ai corsisti di riconoscere la sequenza delle attività, accedere ai materiali, individuare le consegne, entrare nelle aule virtuali e mantenere una visione complessiva del proprio itinerario formativo.
Particolare attenzione è riservata alla continuità tra dimensione sincrona e asincrona. Le lezioni in aula virtuale vengono collegate alle risorse preparatorie, ai materiali di approfondimento e alle attività successive. In questo modo, il momento sincrono non rimane isolato, ma viene inserito in una struttura più ampia di anticipazione, partecipazione, rielaborazione e restituzione.
Forum, compiti e comunicazioni permettono inoltre di prolungare il dialogo oltre la lezione e di sostenere tempi di apprendimento compatibili con le esigenze di corsisti adulti. Moodle assume così la funzione di spazio stabile e riconoscibile, all’interno del quale vengono ricomposte le diverse dimensioni dell’esperienza formativa.
Il tutoraggio svolge una funzione essenziale. Il tutor non interviene soltanto in presenza di problemi tecnici, ma accompagna l’orientamento nell’ambiente, chiarisce le consegne, facilita il rapporto con i docenti e mantiene la continuità organizzativa tra i diversi insegnamenti. Moodle diventa così anche uno spazio di mediazione e di presenza formativa, nel quale la distanza fisica non coincide necessariamente con distanza educativa.
Operativamente, nei diversi insegnamenti il modulo Moodle viene organizzato secondo una sequenza ricorrente: pubblicazione dei materiali introduttivi e delle indicazioni preparatorie; accesso alla lezione sincrona dall’ambiente del corso; successiva disponibilità delle risorse di approfondimento; eventuale produzione o rielaborazione di un artefatto multimodale; consegna in piattaforma e accompagnamento del tutor. Quando vengono utilizzate applicazioni di IA, ai corsisti è richiesto di verificare i contenuti prodotti, rielaborarli in relazione agli obiettivi dell’attività e dichiarare in modo trasparente il contributo dello strumento.
3 INTEGRAZIONE DELLE APPLICAZIONI DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE
L’ecosistema EDUNEXT rende disponibili applicazioni basate sull’Intelligenza Artificiale utilizzabili per la trascrizione, la sottotitolazione, la traduzione, la sintesi, la rielaborazione dei contenuti e la produzione di materiali audiovisivi e multimodali. Nei due Master tali funzioni vengono integrate all’interno delle attività Moodle e non proposte come strumenti autonomi o sostitutivi della progettazione.
Nel Master dedicato all’IA e ai processi inclusivi, le applicazioni sono utilizzate soprattutto per mostrare come uno stesso contenuto possa essere rappresentato attraverso formati differenti, favorendo accessibilità, personalizzazione e partecipazione. Testi, audio, immagini, mappe, sottotitoli e video diventano mediatori da selezionare in relazione agli obiettivi formativi e ai bisogni dei destinatari.
La logica di riferimento è quella dell’Universal Design for Learning, che invita a predisporre molteplici modalità di rappresentazione, azione ed espressione [8]. La disponibilità di strumenti differenti non conduce, tuttavia, a un loro impiego indiscriminato: la scelta viene ricondotta alla coerenza con gli obiettivi del modulo e alla possibilità di ridurre ostacoli di accesso, comprensione o partecipazione.
Nel Master DIRSCO, le stesse possibilità tecnologiche sono collegate maggiormente ai temi della governance, della comunicazione istituzionale, della qualità dei processi formativi e della responsabilità organizzativa. L’attenzione si concentra sulla necessità di adottare criteri condivisi per l’impiego dell’IA, evitando automatismi, usi opachi o produzioni non verificate.
Nei due Master i materiali ottenuti con applicazioni di IA non vengono pubblicati automaticamente. Trascrizioni, sottotitoli, sintesi e traduzioni sono controllati prima di essere resi disponibili, perché anche errori apparentemente minori possono modificare il significato di una lezione o rendere meno comprensibile un contenuto. Docenti e tutor intervengono quindi nella selezione, nella revisione e nella contestualizzazione degli output.
Questo passaggio è parte dell’attività formativa. Ai corsisti non viene chiesto soltanto di saper usare uno strumento, ma di interrogarsi sull’attendibilità del risultato, sui dati inseriti e sulle modifiche necessarie prima di riutilizzarlo. L’AI Literacy comprende anche queste operazioni di controllo e di assunzione di responsabilità [6][9][10]. Quando l’IA interviene nella produzione di un elaborato, il suo contributo deve inoltre essere dichiarato e riconoscibile.
4 UNA PRATICA DI DIDATTICA IBRIDA AUMENTATA
Nel corso dell’organizzazione dei due Master il gruppo di lavoro ha iniziato a utilizzare l’espressione didattica ibrida aumentata per descrivere una configurazione ricorrente. Moodle rimane il punto di accesso al percorso, mentre le applicazioni di IA vengono impiegate in passaggi circoscritti: predisporre sottotitoli, affiancare un testo con una sintesi audio, tradurre alcuni contenuti o riorganizzare materiali destinati alla successiva discussione.
Questa impostazione è maturata anche attraverso problemi molto concreti. Alcuni corsisti seguono le attività mentre lavorano, altri consultano i materiali in momenti differenti dalla lezione, altri ancora incontrano difficoltà nel passaggio tra l’aula virtuale e le diverse risorse del corso. Per questa ragione, si è cercato di mantenere in Moodle una struttura stabile: indicazioni iniziali, link alla lezione, materiali utilizzati dal docente, attività successive ed eventuale consegna.
Il tutor segue questo percorso e interviene soprattutto nei passaggi in cui possono verificarsi disorientamento o interruzioni. Una consegna poco visibile, un collegamento collocato nella sezione sbagliata o un materiale privo di indicazioni possono incidere sulla partecipazione più della disponibilità di una funzione tecnologicamente avanzata. L’esperienza ha quindi portato a prestare attenzione anche agli elementi ordinari dell’organizzazione del corso.
Le applicazioni di IA vengono selezionate di volta in volta. Non tutte risultano utili per ogni insegnamento e non sempre l’aggiunta di un nuovo formato migliora la comprensione. In alcuni moduli è stato sufficiente rendere disponibile una trascrizione; in altri è risultata più funzionale una sintesi o una rielaborazione audiovisiva. La scelta dipende dal contenuto, dal tipo di attività e dalle caratteristiche dei destinatari.
Sono emerse anche alcune difficoltà. Il passaggio tra più servizi può frammentare l’esperienza e aumentare il carico richiesto ai corsisti. La diversa familiarità con gli ambienti digitali rende inoltre necessario accompagnare le attività con istruzioni essenziali, evitando di concentrare nello stesso modulo troppe applicazioni. Un altro aspetto riguarda gli elaborati prodotti: un contenuto formalmente corretto o ben presentato non documenta, da solo, il processo di apprendimento.
Per questo motivo le consegne richiedono spesso una rielaborazione personale, una scelta motivata o una breve spiegazione delle modifiche effettuate. L’output dell’IA diventa così un materiale su cui lavorare, non il punto di arrivo dell’attività. La pratica resta in evoluzione e viene adattata in base agli insegnamenti e alle difficoltà incontrate durante l’erogazione.
5 DALL’ESPERIENZA ALLA GUIDA OPERATIVA
Le attività condotte nei contesti universitari e formativi del Laboratorio ORIAID hanno contribuito anche all’elaborazione della guida Didattica inclusiva con l’Intelligenza Artificiale. Guida operativa per la progettazione educativa nell’era dell’IA, curata da Alessio Fabiano, Andrea Cirolia e Giuseppe Nobile [11].
La guida nasce come strumento teorico-operativo di accompagnamento e sistematizzazione. I temi dell’AI Literacy, dell’Universal Design for Learning, dell’algoretica, della centralità del docente, della progettazione aumentata e della corresponsabilità educativa vengono tradotti in indicazioni, esempi, attività e criteri utilizzabili nella formazione.
Una sezione specifica è dedicata alle applicazioni audiovisive e multimodali rese disponibili nell’ecosistema EDUNEXT, considerate non come soluzioni automatiche, ma come strumenti da integrare in una progettazione intenzionale. La pubblicazione comprende inoltre proposte per la costruzione di materiali accessibili, l’impiego didattico del prompting, la valutazione formativa, la trasparenza nell’uso dell’IA e la tutela dei dati.
La guida riprende problemi incontrati anche nella gestione delle attività formative: la necessità di verificare i contenuti generati, la scelta dei formati più accessibili, l’uso consapevole dei prompt e la dichiarazione dell’intervento dell’IA. Alcuni strumenti descritti nel volume sono stati utilizzati come materiali di orientamento e discussione nei percorsi rivolti ai corsisti.
La pubblicazione non propone procedure valide in modo indistinto per ogni contesto. Raccoglie piuttosto indicazioni, esempi e materiali che possono essere modificati in base all’età dei destinatari, agli obiettivi del corso e alle condizioni organizzative. In questo senso, rappresenta uno degli esiti operativi dell’attività del Laboratorio ORIAID e accompagna esperienze formative che sono ancora in svolgimento.
6 CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
L’esperienza dei Master IA e DIRSCO mostra che la funzione di Moodle dipende soprattutto dal modo in cui il corso viene organizzato. La piattaforma permette di raccogliere lezioni, materiali, comunicazioni e consegne in uno spazio comune, ma la continuità del percorso richiede un lavoro costante di progettazione e accompagnamento.
Le applicazioni di IA hanno ampliato alcune possibilità operative. Sono state utili, in particolare, per predisporre materiali in formati diversi e per intervenire su trascrizioni, traduzioni, sintesi e contenuti audiovisivi. Il loro impiego ha però richiesto controlli, correzioni e scelte che non possono essere demandati automaticamente al sistema.
Nel lavoro svolto finora è risultato decisivo il raccordo tra docente, tutor e ambiente Moodle. La presenza del tutor ha consentito di intercettare difficoltà organizzative che, in un percorso online, possono rallentare o interrompere la partecipazione. Anche la disposizione delle risorse, la chiarezza delle consegne e la stabilità della struttura dei moduli hanno avuto un peso rilevante.
La comunicazione restituisce quindi un’esperienza ancora aperta. Nei mesi successivi proseguirà il lavoro sull’organizzazione dei moduli, sull’accessibilità dei materiali e sulle modalità con cui dichiarare e discutere l’uso dell’IA negli elaborati. I criteri descritti non intendono offrire una procedura unica, ma possono costituire un riferimento per altri percorsi universitari e per la formazione di professionisti adulti attraverso Moodle.
Riferimenti bibliografici
[1] https://moodle.org
[2] Garrison D.R., Kanuka H. Blended learning: Uncovering its transformative potential in higher education. The Internet and Higher Education, 7(2), (2004), pp. 95-105.
[3] Hrastinski S. What Do We Mean by Blended Learning? TechTrends, 63(5), (2019), pp. 564-569.
[4] Fabiano A. New learning spaces between AI Literacy and educational experience: a pedagogical perspective. Journal of Inclusive Methodology and Technology in Learning and Teaching, 6(1), (2026).
[5] Cirolia A., Nobile G. Beyond the Fear of Innovation Through the Hybridization of Learning Spaces. Journal of Inclusive Methodology and Technology in Learning and Teaching, 6(1), (2026).
[6] Nobile G., Cirolia A. AI Literacy and extended learning: toward an inclusive socio-technical pedagogy. Journal of Inclusive Methodology and Technology in Learning and Teaching, 6(1), (2026).
[7] Fabiano A. Per un nuovo paradigma educativo tra intelligenza artificiale, curricolo e cittadinanza digitale. Una prima riflessione. Journal of Educational, Cultural and Psychological Studies, 30, (2024), pp. 209-224.
[8] CAST. Universal Design for Learning Guidelines, version 3.0. CAST, Lynnfield, MA, (2024).
[9] UNESCO. Guidance for Generative AI in Education and Research. UNESCO, Paris, (2023).
[10] European Commission. Ethical Guidelines on the Use of Artificial Intelligence and Data in Teaching and Learning for Educators. Publications Office of the European Union, Luxembourg, (2022).
[11] Fabiano A., Cirolia A., Nobile G. Didattica inclusiva con l’Intelligenza Artificiale. Guida operativa per la progettazione educativa nell’era dell’IA. Supplemento di Educrazia. Rivista di riflessioni pedagogiche e didattiche, 1(2), (2025).
Questo articolo presenta l’esperienza di progettazione della piattaforma Moodle TORINO OPEN TO RARE, sviluppata nell’ambito delle attività del MedChemBeyond Lab dell’Università di Torino dedicate alle Paraplegie Spastiche Ereditarie. La piattaforma nasce con una duplice finalità: organizzare e rendere accessibile un repository di modelli tridimensionali computazionali delle proteine coinvolte in queste patologie e, al contempo, contestualizzare tali risorse attraverso contenuti scientifici e divulgativi rivolti a pubblici differenti. Moodle è stato utilizzato come ambiente digitale flessibile per integrare modelli molecolari, testi, immagini e glossari, strutturandoli in percorsi di consultazione accessibili. L’articolo descrive le principali scelte progettuali e mostra come le funzionalità della piattaforma siano state adattate per favorire la condivisione della conoscenza, la comunicazione tra ricerca e società e il coinvolgimento di ricercatori, professionisti sanitari, pazienti, familiari e associazioni. L’esperienza evidenzia il potenziale di Moodle come infrastruttura aperta per la disseminazione scientifica e la valorizzazione di risorse di ricerca complesse.
La qualità della trascrizione e dell'annotazione del parlato dipende dalla definizione e dall'applicazione condivisa di criteri metodologici. Sebbene la letteratura si concentri soprattutto sulla misurazione dell'affidabilità inter- e intra-annotatore, resta meno esplorato il problema di come tali criteri possano essere costruiti e mantenuti nel tempo all'interno di gruppi di ricerca collaborativi [1]. Il contributo presenta l'esperienza del progetto PrACSI [2] dell'Università del Piemonte Orientale, nel quale Meeting.D.I.R., l'ambiente Moodle D.I.R. di Ateneo, è stato progressivamente riprogettato da repository documentale a ambiente di accompagnamento del lavoro di trascrittori e annotatori. Organizzato in moduli progressivi, il percorso integra risorse, attività con criteri di completamento, quiz di autovalutazione, feedback, forum e glossari collaborativi, trasformando il normario e la documentazione del progetto in strumenti per la costruzione condivisa dei criteri metodologici. Il contributo propone una riflessione sul ruolo di Moodle D.I.R. come infrastruttura a supporto della ricerca collaborativa e della progressiva costruzione di pratiche condivise.
[1] Point S., Baruch Y., (Re)thinking transcription strategies: current challenges and future research directions. Scandinavian Journal of Management 39(2), (2023).
[2] De Marco A., Ferrari S. PrACSI. Un corpus task-based di italiano parlato per promuovere lo sviluppo della competenza pragmatica. Rassegna italiana di Linguistica Applicata, 57(1-2-3), (2025), pp. 241-254.
L'IA generativa costituisce una delle componenti più rilevanti per la rapidità di sviluppo e diffusione che la caratterizza rispetto ad altre innovazioni tecnologiche precedenti. Il contributo intende presentare un caso di studio relativo alla progettazione e realizzazione di un MOOC di AI Literacy di base, sviluppato presso il CASD/SSU in coerenza con la recente Strategia della Difesa in materia di IA.
Sul piano metodologico, sarà illustrato il processo seguito per la definizione delle competenze target e della struttura del corso, condotto secondo un approccio di progettazione didattica per competenze e riferito a costrutti dell'adult learning, tenendo conto anche dell'uso dell'IA generativa come possibile supporto al processo progettuale stesso.
Il contributo si conclude con alcune evidenze preliminari raccolte a valle dell'erogazione: feedback dei partecipanti, analytics e reportistica Moodle, nonché una meta-valutazione sull'efficacia delle soluzioni didattiche adottate rispetto alle competenze attese. Si ritiene che tali elementi possano offrire alcuni spunti utili per la progettazione e la valutazione di percorsi analoghi di AI literacy realizzati in ambiente Moodle.
Il contributo presenta l’esperienza di progettazione e utilizzo di una dispensa digitale di filosofia sviluppata in Moodle per quattro classi terze del Liceo delle Scienze Umane, coinvolgendo circa cento studenti e tre docenti. La dispensa è articolata in 11 capitoli, 89 paragrafi e 41 testi filosofici in pubblico dominio, integrati in un percorso disciplinare condiviso. Il progetto nasce dall’esigenza di disporre di materiali coerenti con il tempo scuola disponibile e di integrare contenuti, attività e verifiche in un unico ambiente di apprendimento. Il modulo Libro è stato utilizzato come nucleo di una risorsa disciplinare condivisa, organizzata in capitoli, mappe concettuali e testi. La gestione di un unico corso Moodle mediante gruppi ha favorito la condivisione di materiali e pratiche tra i docenti. L’esperienza evidenzia come Moodle possa essere utilizzato come ambiente editoriale per la costruzione collaborativa di una dispensa disciplinare digitale.
Al termine del primo anno di sperimentazione del Liceo Classico Digitale presso il Liceo Classico-Scientifico di Cuneo, l’introduzione di due ore aggiuntive dedicate a Intelligenza Artificiale e Digitale ha consentito di integrare la piattaforma Moodle nella didattica quoti-diana come ambiente di apprendimento, condivisione di materiali e sviluppo di competenze digitali. L’esperienza ha favorito una maggiore familiarità degli studenti con gli strumenti di-gitali e ha coinvolto i docenti, in particolare dell’area umanistica, in percorsi di formazione e innovazione didattica. La sperimentazione ha inoltre avviato l’utilizzo di strumenti di intelli-genza artificiale applicati alle discipline classiche, evidenziando le potenzialità dell’incontro tra cultura umanistica e tecnologie digitali
Far evolvere nel tempo un ambiente linguistico multilingue in Moodle significa rispondere a nuove esigenze formative, organizzative e tecnologiche, preservando al contempo la coerenza delle soluzioni già realizzate. L’esperienza del Portale delle Lingue (PdL)- e-learning Difesa (ELD) Lingue mostra come un ecosistema costruito progressivamente dal 2017 possa continuare a evolvere, mantenendo sostenibilità, continuità e valore formativo. Il contributo propone una riflessione su tre dimensioni complementari: riuso delle risorse, integrazione e progettazione mobile-first. Attraverso esempi concreti saranno illustrate soluzioni che valorizzano attività e contenuti esistenti, inclusa un’area dedicata alla formazione dei docenti, senza richiedere una riprogettazione dell’’intero ambiente.
Keywords – Ecosistema linguistico multilingue; riuso delle risorse; integrazione; mobile-first; continuità progettuale; sostenibilità digitale; formazione linguistica; formazione docenti.
Gli studenti internazionali iscritti ai corsi di laurea magistrale in lingua inglese nelle università italiane costituiscono spesso una popolazione linguisticamente isolata. Sebbene la loro permanenza in Italia vari da uno a due anni, l'apprendimento formale dell'italiano si limita generalmente a corsi introduttivi di livello A1, mentre la comunicazione quotidiana avviene prevalentemente in inglese. Il presente contributo descrive la progettazione e l'integrazione in Moodle di un simulatore conversazionale multimodale basato su Intelligenza Artificiale Generativa, sviluppato per offrire una palestra di pratica autonoma, guidata e a basso carico cognitivo.
Il sistema consente agli studenti di livello A1 di sperimentare interazioni autentiche in otto scenari microsituazionali (bar, ristorante, questura, albergo, farmacia, negozio di abbigliamento e di calzature, supermercato/mercato, biglietteria). Per abbattere la Foreign Language Anxiety e azzerare il rischio di incomprensione del feedback metalinguistico, l'architettura pedagogica adotta un approccio bilingue integrato (Dual-Level): mentre l'interlocutore virtuale opera esclusivamente in italiano A1 per preservare l'immersione situazionale, il modulo di tutoring eroga uno scaffolding bilingue (Italiano/Inglese) composto da tre opzioni di risposta guidate con traduzione e una scheda di feedback correttivo puntuale in entrambe le lingue.
Dal punto di vista tecnologico, il prototipo (sviluppato in Python/Gradio) sfrutta un'architettura integrata che combina Google Gemini (per l'elaborazione dell'input vocale e la generazione di output JSON strutturati) ed ElevenLabs (per la sintesi vocale neurale dell'interlocutore). Attualmente il simulatore è integrato nella piattaforma Moodle d'Ateneo (Piattaforma Kiro - Didattica Extra Curriculare e Azioni Internazionali) tramite iframe, consentendo l'invio di report diagnostici dettagliati e sintetici al docente tramite e-mail. A supporto dell'adozione dello strumento è stata inoltre progettata e resa disponibile una guida operativa per gli studenti, finalizzata a facilitare l'accesso al simulatore, la comprensione delle sue funzionalità e l'utilizzo efficace delle strategie di feedback e scaffolding integrate.
Per garantire la piena sostenibilità e interoperabilità del progetto, la roadmap prevede la migrazione dell'infrastruttura verso una connessione nativa tramite lo standard LTI 1.3 (Learning Tools Interoperability). Questa evoluzione permetterà l'autenticazione sicura via Single Sign-On (SSO) e il passaggio automatico dei dati di tracciamento avanzati e delle valutazioni nel Registro dei valutatori (Gradebook) di Moodle, rendendo la soluzione un modello scalabile, replicabile ed esportabile ad altri contesti d'apprendimento linguistico.
Keywords – Moodle, LTI 1.3, Intelligenza Artificiale Generativa, Simulatore conversazionale, Italiano L2, Feedback bilingue, Scaffolding
L'introduzione di assistenti basati su Intelligenza Artificiale nei contesti Moodle richiede strategie formative capaci di accompagnarne l'adozione oltre la semplice presentazione dello strumento. Il contributo presenta Moodly Game, un percorso formativo che integra gamification, prompting e apprendimento esperienziale per favorire l'utilizzo consapevole di un AI Assistant a supporto delle attività su Moodle. Attraverso missioni collaborative basate su scenari autentici, i partecipanti sperimentano l'assistente nella risoluzione di task reali, sviluppando competenze di prompting e familiarità con funzionalità avanzate della piattaforma. La relazione descrive la progettazione dell'esperienza e presenta i risultati della sperimentazione, analizzando indicatori quantitativi e qualitativi relativi all'adozione dello strumento, ai feedback dei partecipanti e al cambiamento delle pratiche di lavoro. Il caso di studio propone un modello replicabile per accompagnare l'introduzione di assistenti basati su Intelligenza Artificiale nei contesti Moodle.
Il contributo presenta un’esperienza di gamification realizzata con Moodle nella piattaforma ALTAIR8800, in una classe del primo anno del Liceo Scientifico Quadriennale. Attraverso il plugin Treasure Hunt è stata organizzata una caccia al tesoro a tema matematico, “La Leggenda del Capitan Modulus e il Tesoro di Aritmetika”, articolata in tappe narrative che intrecciano indizi ed enigmi su equazioni, frazioni, numeri primi, geometria e probabilità. Hanno partecipato tutti i 16 alunni della classe. Al termine del percorso è stato somministrato un questionario di gradimento; i risultati preliminari sono positivi e incoraggianti, in particolare rispetto al coinvolgimento e al piacere di imparare giocando.
Ecco l'abstract aggiornato con il nuovo titolo:
Abstract
Nel 2018, l'Ufficio Digital Learning e Multimedia dell'Università di Padova descriveva Moodle come un "Trojan Horse": uno strumento capace di introdurre gradualmente docenti e personale tecnico-amministrativo a un ecosistema digitale sempre più ricco, facendo leva sulla familiarità con la piattaforma istituzionale per abbassare le resistenze verso tecnologie nuove [9]. A distanza di anni, quella strategia si è evoluta e approfondita: Moodle non è più solo la porta d'ingresso verso altri strumenti, ma è diventato il hub pedagogico all'interno del quale nuovi strumenti trovano la loro legittimazione istituzionale e il loro canale di accesso naturale.
Il presente contributo racconta questa evoluzione attraverso il caso dell'integrazione di Wooclap in Moodle tramite Single Sign-On (SSO) con le credenziali istituzionali: uno strumento di audience response system che consente ai docenti di trasformare la lezione frontale in un'esperienza attiva e partecipativa, raccogliendo feedback in tempo reale, verificando la comprensione dei concetti e coinvolgendo gli studenti anche nelle grandi classi, senza mai uscire dall'ecosistema Moodle già familiare.
I dati analytics testimoniano una adozione ampia e consolidata: dall'attivazione della licenza istituzionale si contano oltre 18.000 presenter attivi, più di 1.100.000 partecipanti e quasi 7.000.000 di risposte ricevute, con picchi ricorrenti in corrispondenza dell'avvio dei semestri didattici. Significativo anche l'utilizzo spontaneo dello strumento da parte di studenti come presenter, a testimonianza di una adozione che ha superato i confini del suo utilizzo previsto.
A supporto dell'adozione, l'Ufficio ha strutturato un'offerta formativa continua — circa 40 interventi formativi negli ultimi sei mesi — articolata in Digital Days dedicati e sessioni individualizzate, evoluzione diretta del formato Digital Week descritto nel 2018.
Il caso dell'Ateneo patavino dimostra che il Trojan Horse è cresciuto: la strategia che usava Moodle come leva per introdurre nuovi strumenti si è trasformata in un ecosistema pedagogico maturo, in cui la semplificazione tecnica dell'accesso è il presupposto per pratiche di active learning scalabili, sostenibili e capaci di diffondersi anche oltre i destinatari originariamente previsti.
Questo contributo presenta un'attività didattica per l'insegnamento della crittografia, realizzata nell'anno scolastico 2025/2026 con 61 studenti dell'ultimo anno del Liceo Scientifico delle Scienze Applicate. L'attività si colloca al termine di un percorso in metodologia CLIL volto a consolidare e valutare l'acquisizione dei concetti base della crittografia.
Attraverso un approccio "learning by doing", le lezioni sono state integrate da laboratori pratici di programmazione in Python. L'esperienza si è conclusa con una "Crypto Treasure Hunt" sulla piattaforma Moodle, una caccia al tesoro digitale a tappe in cui gli studenti hanno collaborato a gruppi per decifrare codici di difficoltà crescente.
L'introduzione della gamification ha stimolato una sana competizione e un forte spirito di collaborazione, mantenendo elevata l'attenzione. L'esperienza dimostra l'efficacia delle metodologie attive nel superare le barriere cognitive della matematica, dell’informatica e della lingua straniera, trasformando concetti astratti in sfide ingaggianti senza banalizzare i contenuti scientifici.
Questo contributo presenta l'esperienza dell'Hub Digitale Edvance, in particolare dell’Università di Torino, nella progettazione di MOOC sviluppati su Moodle che trasformano le fonti storiche della matematica in artefatti digitali per l'apprendimento. I corsi, progettati secondo i principi del microlearning e certificati mediante Open Badge, mostrano come il LMS possa supportare una didattica transdisciplinare capace di integrare storia della matematica, tecnologie digitali e metodologie attive. Sviluppati in linea con le recenti Indicazioni Nazionali, i MOOC sono concepiti per un target diversificato in ottica di lifelong learning. Si esamina come l’ambiente digitale di apprendimento possa superare i vincoli dell’archivio materiale integrando link a repository esterni per sfogliare a distanza testi antichi, strategie di gamification via H5P, linee del tempo interattive e software open-access.
Moodle rappresenta oggi un ambiente strategico per l'integrazione di risorse multimediali e strumenti di Intelligenza Artificiale a supporto della didattica. In questo contesto, la produzione di contenuti video costituisce una delle attività più onerose in termini di tempo e competenze. La Direzione Sistemi Informativi, Portale, E-learning dell'Università di Torino ha sperimentato l'impiego dell'IA generativa per ottimizzare la creazione di video destinati ai corsi Moodle, analizzando due scenari: la trasformazione delle registrazioni delle lezioni in video interattivi mediante H5P, con generazione automatica di domande dalla trascrizione, e la produzione di video guide per Moodle a partire dalla documentazione esistente tramite Google NotebookLM e Google Vids. La sperimentazione valuta l'integrazione dell'IA in workflow replicabili di instructional design a supporto dei servizi eLearning. I risultati evidenziano una significativa riduzione dei tempi di produzione e un maggiore riuso dei contenuti, confermando al contempo la necessità di una supervisione umana per garantire qualità didattica, accuratezza e accessibilità delle risorse. Il contributo illustra la metodologia utilizzata, le analisi condotte sui risultati ottenuti e le conclusioni che sono state tratte sull'esperienza.
L’utilizzo di sistemi di Intelligenza Artificiale (IA) generativa in ambito accademico sta trasformando i processi di progettazione ed erogazione della didattica, rendendo necessario ripensare il ruolo dei Learning Management System (LMS) come ambienti capaci di integrare innovazione tecnologica e qualità della didattica. Il contributo analizza un caso di studio sviluppato nell'ambito del Progetto nazionale EDUNEXT che utilizza Moodle quale piattaforma per l'erogazione dei Corsi di Laurea. L'esperienza evidenzia come il LMS non costituisca un semplice ambiente di distribuzione dei contenuti, ma un ecosistema nel quale convergono instructional design, servizi di IA, accessibilità, valutazione, certificazione delle competenze e molto altro. Strumenti quali sottotitolazione automatica, traduzione multilingua e tutor digitali ampliano le opportunità di personalizzazione dell'apprendimento, mantenendo centrale la supervisione di docenti, tutor e instructional designer. Un modello nel quale l'IA potenzia l'efficacia didattica senza sostituire la gestione umana dell’intervento formativo e attribuendo al LMS la funzione di coordinatore della attività dell'intero processo formativo.
Il contributo presenta la nuova piattaforma per MOOC e corsi di aggiornamento professionale dell'Università di Padova, caratterizzata da un'architettura pedagogica basata sulle learning sequences. Integrando in modo modulare video, anche aumentati o interattivi nella sequenza, letture, podcast, attività interattive e di valutazione, anche formativa, la struttura delle sequenze di apprendimento guida lo studente attraverso percorsi flessibili e auto-regolati.
Il nostro modello struttura l'attività di apprendimento asincrona in quattro momenti — briefing, attività, debriefing, consegna. La progettazione delle e-tivity integra più modelli pedagogici. Al framework di Salmon (2013) si affianca il ciclo esperienziale di Kolb, L'autovalutazione di Boud e il paradigma del professionista riflessivo di Schön. Su questa base si innesta l'intelligenza artificiale generativa, impiegata non per sostituire le scelte didattiche ma per tradurle in codice HTML pronto per l'importazione su Moodle, riducendo i tempi tecnici e lasciando al progettista e al docente il pieno controllo pedagogico.
L'esperienza si chiude con la consegna: lo studente esporta in PDF l'elaborato con una propria riflessione e lo carica su Moodle. Nell'attività "Consegna" risiede l'intero codice HTML generato con l'IA — intestazione, istruzioni, tempi, collegamento all'e-tivity successiva e modulo di upload — in un'unica pagina, offrendo un punto d'accesso chiaro e coerente per la chiusura del ciclo.
La proposta progettuale in fase di sviluppo riguarda PragmAI, un tutor glottodidattico IA di italiano L2 esterno a Moodle per il supporto ad attività progettate sulla piattaforma. L’integrazione della proposta è di tipo metodologico-didattico, in quanto Moodle costituisce l’ambiente in cui il docente organizza risorse, consegne, task, momenti di riflessione e attività di consolidamento, collegando l’interazione con il tutor alla sequenza formativa. Le attività task-based, che costituiscono la base del modello, sono orientate all’uso significativo della lingua ed allo sviluppo della competenza pragmatica in studenti internazionali. I dialoghi simulati con PragmAI consentono allo studente di esercitarsi in situazioni quotidiane ed accademiche; nonché di ricevere feedback relativo all’adeguatezza pragmatica, al contesto comunicativo, al rapporto tra interlocutori ed al grado di formalità. Saranno discusse le condizioni di sostenibilità pedagogica e tecnologica della proposta, con attenzione alla qualità del feedback, al prompt, ai criteri valutativi espliciti ed alla supervisione del docente.
Il progetto formativo “La scuola apre le porte all'IA” (a.s. 2025-2026), ispirato a quanto previsto dal DM 166/2025, ha coinvolto oltre 600 partecipanti in tre moduli da 8 ore dedicati alle figure di sistema e ai docenti per l'integrazione dell'IA nella didattica. L'obiettivo è stato sviluppare competenze operative e promuovere una riflessione sugli aspetti organizzativi, metodologici ed etici dell'Intelligenza Artificiale nella scuola. Ogni percorso si è concluso con una prova autentica, valutata tramite peer-review per favorire il confronto professionale, l'apprendimento collaborativo e lo sviluppo di competenze metacognitive. L'intero processo di peer-review è stato gestito con il modulo Workshop di Moodle, che ha automatizzato la raccolta degli elaborati, l'assegnazione anonima delle revisioni, la valutazione e il feedback, riducendo il carico organizzativo e rendendo scalabile la peer-review anche su larga scala. La piattaforma ha inoltre garantito tracciabilità, trasparenza ed equità, producendo dati strutturati utili all'analisi quantitativa e qualitativa dell'esperienza. I risultati evidenziano un atteggiamento più favorevole verso l'IA, elevata soddisfazione per il percorso e apprezzamento della peer-review. Tra gli sviluppi futuri emerge la richiesta di più attività laboratoriali e di una maggiore personalizzazione dei contenuti.
Il contributo presenta un ecosistema di dieci plugin Moodle sviluppati presso l'Università degli Studi di Padova per integrare l'intelligenza
artificiale generativa in attività didattiche eterogenee: assistenti conversazionali per studenti e docenti, generazione automatica di corsi e
domande di quiz, trascrizione e correzione di lezioni universitarie, feedback automatico sui compiti, simulazioni conversazionali per la
formazione professionale e un nuovo tipo di domanda a risposta vocale trascritta per il motore quiz di Moodle. I plugin condividono
un'architettura comune che consente a ciascun componente di funzionare con credenziali AI proprie, con il sottosistema AI nativo di Moodle, oppure
tramite un hub centralizzato di ateneo che governa configurazione, quote di spesa e reportistica dell'utilizzo. Il contributo discute le scelte
architetturali adottate, l'integrazione con AWS Bedrock e i modelli della famiglia Claude, e l'impatto didattico osservato nei primi utilizzi in
produzione.
Il contributo descrive un progetto didattico UPO svolto nell’AA 25/26 da 318 studenti di Economia. L'obiettivo del progetto è stato quello di valorizzare l'apprendimento attivo attraverso una simulazione in cui gli studenti, agendo come consulenti finanziari, hanno definito e gestito una strategia di investimento in ETF. Il progetto ha permesso di applicare concetti teorici (MIFID II, diversificazione, volatilità) e di osservare dinamiche di finanza comportamentale (come la diversificazione ingenua) e l'impatto degli attriti di mercato.
Da un punto di vista operativo, il progetto si è basato sulla piattaforma istituzionale Moodle utilizzando tre risorse specifiche: il quiz per valutare la financial literacy iniziale, il sondaggio per rilevare il profilo di rischio e il database per raccogliere e tracciare in modo strutturato e nominale le scelte di portafoglio degli studenti.
Il contributo presenta un'architettura di reportistica per Moodle basata su OpenSearch, progettata per separare l'analisi dei dati dal database di produzione e rendere disponibili dashboard tempestive, filtrabili e sostenibili per docenti, tutor e decisori. L'esperienza nasce nell'ambito di Across, alleanza europea tra 10 università, in cui il monitoraggio costante dell'utilizzo delle risorse didattiche e di ricerca condivise è condizione essenziale per la continuità del finanziamento da parte dell'Unione Europea.
Keywords – Moodle, OpenSearch, learning analytics, reportistica, dashboard, GDPR.
Il contributo presenta l’iniziativa formativa “IRIDI ADVANCED - La valutazione per costruire apprendimenti”, rivolto ai docenti dell'Università degli Studi di Torino e finalizzato allo sviluppo di competenze nella progettazione e nella gestione della valutazione degli apprendimenti in una prospettiva formativa e formante. Il percorso, realizzato dal Teaching and Learning Center (TLC) in collaborazione con la Direzione Sistemi Informativi, Portale, E-learning (SIPE), fornisce strumenti teorici e operativi per definire obiettivi di apprendimento chiari in forma operativa direttamente osservabili, progettare prove di valutazione coerenti con tali obiettivi, esprimere giudizi funzionali al miglioramento degli apprendimenti degli studenti e integrare la valutazione all'interno del processo didattico, anche attraverso un utilizzo consapevole degli ambienti digitali di apprendimento, come la piattaforma Moodle.
Keywords – valutazione formativa-formante, faculty development, blended learning, Moodle, flipped classroom
Il contributo consegue dall’interesse personale e professionale per la dimensione valutativa della didattica laboratoriale, realizzata per i futuri insegnanti di sostegno nei percorsi di specializzazione universitaria T.F.A. (Tirocinio Formativo Attivo). Una costante che impatta in modo sistematico sull’approccio all’Instructional design ed offre un pretesto di sviluppo per una metodologia della ricerca dei processi formativi è rappresentata proprio dal bisogno di riconoscere quali siano stati quegli elementi che, nella processualità formativa, sono risultati rivelatori della consapevolezza maturata nei partecipanti riguardo agli obiettivi formativi e, contemporaneamente per i docenti, sull’efficacia del loro operato. Con la presente comunicazione s’intende soprattutto avanzare un’analisi multifocale del processo formativo attraverso la ‘’spettrometria’’ delle lenti che Moodle ci mette a disposizione e, per dare una rilettura fenomenologica della dimensione valutativa, si propone una descrizione di quelle variabili suscettibili per lo sviluppo di uno strumento d’indagine ed un’elaborazione dello stesso.
AI Knowledge Base (mod_airagkb) è un'attività Moodle che costruisce, per ogni istanza, una base di conoscenza sui materiali di un insegnamento e vi applica tecniche di Retrieval-Augmented Generation (RAG). Il docente carica i documenti; lo studente vi accede tramite due strumenti complementari: una Chat che risponde ancorando ogni risposta alle fonti dell’insegnamento e un Buddy che genera domande e restituisce una valutazione formativa automatica. L'obiettivo è un supporto allo studio fondato sui contenuti ufficiali, che riduce le allucinazioni dei chatbot generalisti e mantiene il controllo didattico in capo al docente. Il contributo presenta l'architettura del plugin e gli esiti della prima sperimentazione (a.a. 2025/26, Università degli Studi di Milano): 32 insegnamenti attivati, 682 studenti coinvolti, oltre 12.000 interazioni e l'87% dei docenti che intende riproporlo. Si discutono inoltre i costi reali del servizio, le criticità emerse e le prospettive di sviluppo.
La valutazione della programmazione nei corsi di Laurea in Informatica affronta la sfida del numero crescente di studenti e della necessità di rilasciare esiti tempestivi. Il lavoro presenta una sperimentazione condotta nel corso di Programmazione 2, basata su una prova d'esame strutturata in due parti: una obbligatoria sulle competenze minime e una facoltativa per l'eccellenza, coerentemente con la matrice di Tuning. Per la parte obbligatoria è stata sviluppata una pipeline tecnologica "Human-in-the-Loop" che integra la piattaforma Moodle, il plugin CodeRunner e strumenti di IA Generativa quali NotebookLM e Gemini. NotebookLM e Gemini sono stati impiegati per la generazione e formattazione XML di quesiti a risposta chiusa e test di codice C (iterativo e ricorsivo), integrati con batterie di test cases. Sperimentata su circa 50 studenti, la pipeline ha garantito stabilità tecnica, grading immediato e una significativa riduzione dell'ansia da prestazione.
La gestione efficiente degli assessment online in ambito universitario richiede che i corsi Moodle di esame siano popolati in modo rapido e preciso con i soli studenti iscritti alla sessione. Senza un'integrazione diretta con i sistemi di segreteria, docenti e personale tecnico sono costretti a ripetitivi caricamenti manuali, esponendosi al costante rischio di errori di trascrizione, duplicazioni e disallineamenti tra i registri ufficiali e gli elenchi degli utenti abilitati in piattaforma. Il plugin Moodle “Esse3 Student Link” risponde a questa specifica esigenza, consentendo l'iscrizione massiva a un corso di utenti già registrati su Moodle a partire da sorgenti esterne dell'ateneo.
Inizialmente, il plugin adottava (e tutt’ora adotta in un versioning e naming parallelo) un approccio file-based, basato sul caricamento manuale di file Excel esportati da ESSE3 o sull'uso di file CSV per coprire liste ed elenchi personalizzati. Pur riducendo il lavoro manuale, questa modalità presentava comunque limiti operativi legati all'interazione dell'utente con i file, alla correttezza formale dei formati scaricati e a potenziali disallineamenti temporali in caso di modifiche tardive alle iscrizioni.
L'evoluzione recente introduce un'integrazione diretta tramite API REST con ESSE3. Il docente può recuperare in tempo reale gli appelli legati alla propria matricola accademica direttamente dal corso Moodle, selezionare una o più sessioni e avviare l'importazione immediata degli iscritti. La pipeline del plugin individua gli utenti esistenti tramite attributi configurabili come username, email o idnumber, li iscrive al corso, li organizza in gruppi dedicati, applica restrizioni di accesso mirate alle singole attività d'esame e genera infine un report dettagliato degli esiti.
Questa architettura modulare separa i loader di dati dalla logica comune di iscrizione, garantendo flessibilità, tracciabilità, sicurezza e mantenendo una politica prudente che esclude la creazione di account o la modifica di anagrafiche.
Il portale Lifelong Learning rappresenta l'evoluzione dell'Università di Padova nell'erogazione di MOOC e corsi online professionalizzanti con rilascio di micro-credenziali e crediti ECM. Questo lavoro offre uno sguardo d'insieme su un'architettura integrata, progettata per automatizzare l'intero ciclo dell'utente, dall'iscrizione alla profilazione fino al tracciamento dei crediti. Il cuore metodologico risiede nell'interoperabilità tra sistemi: la piattaforma dialoga in tempo reale con i gestionali d'Ateneo e con database esterni per verificare istantaneamente i prerequisiti e abilitare flussi di accesso personalizzati. Il design prevede inoltre una separazione logica tra percorsi di apprendimento e moduli di certificazione per garantire un'esperienza fluida.
La trasformazione digitale della sanità richiede ambienti di apprendimento capaci di evolvere insieme all'organizzazione. Nell'ambito del PNRR, il Servizio Formazione di ASUIT ha progettato eHealth DigiSkills, un Hub formativo sviluppato su Moodle per accompagnare i professionisti nell'adozione del Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 e nello sviluppo di competenze digitali. Il progetto, realizzato attraverso una governance multidisciplinare, integra learning objects modulari, casi d'uso e percorsi differenziati per cluster. Learning analytics, feedback e strategie di tutoraggio sono stati utilizzati come strumenti di miglioramento continuo, consentendo il redesign progressivo dell'ambiente formativo. L'esperienza evolve oggi in una piattaforma permanente per l'onboarding dei neoassunti e l'integrazione di nuovi contenuti, tra cui AI e telemedicina. La relazione propone un modello trasferibile di progettazione evolutiva di Moodle per sostenere il cambiamento organizzativo.
In questo lavoro viene descritta la gestione di un percorso formativo blended dedicato alla certificazione sull'igiene delle mani nel Gruppo Ospedaliero Moncucco. Il percorso, strutturato secondo un modello dimostrativo-procedurale — una fase e-learning di tipo osservativo seguita da una sessione pratica supervisionata per la verifica della competenza gestuale — è stato interamente progettato e gestito in ambiente Moodle. L'obiettivo principale è stato quello di automatizzare l'intero processo formativo: dall'iscrizione al corso, alla prenotazione autonoma della sessione pratica, fino alla generazione automatica dell'attestato di completamento. Un sistema di sette notifiche automatiche accompagna il discente lungo tutte le fasi del percorso — dalla conferma di iscrizione al promemoria pre-sessione, fino alla notifica di completamento e di avvenuta assegnazione dell'attestato — eliminando qualsiasi necessità di comunicazione manuale da parte del servizio formazione. L'implementazione di questa soluzione ha consentito di ridurre il carico gestionale del servizio formazione, garantendo al contempo il tracciamento completo di entrambe le componenti del percorso all'interno della piattaforma.
L'utilizzo di Moodle come LMS e H5P come strumento per l'interattività e multimedialità è un potente mezzo di arricchimento dei percorsi didattici, ma alcune esigenze non sono coperte dalle funzionalità standard. Questo contributo presenta due soluzioni sviluppate presso l'Università di Torino che estendono le possibilità di Moodle senza ricorrere a sviluppi software personalizzati. Il contributo presenta due casi di studio sull’uso di H5P in Moodle per l’interattività, il tracciamento e il training didattico, sviluppati dalla Direzione Sistemi Informativi, Portale, E-learning dell’Università di Torino in risposta ad esigenze portate da docenti. Il primo caso descrive un branching scenario che simula una emergenza in un ambulatorio veterinario, che richiede scelte che prevedono blocchi in caso di risposta errata (con obbligo di tornare a inizio percorso o di rifare il test che ha portato all’errore) e percorsi paralleli in caso di scelte non completamente sbagliate. Alla fine del percorso viene attribuito un punteggio di completamento che viene tracciato da Moodle.
Il secondo caso, invece, parte dall’esigenza di coniugare il tracciamento della fruizione dei video di Kaltura con la possibilità di scegliere la velocità di riproduzione dei video (accessibilità). Il player di Kaltura utilizzato dal plugin corrispondente in Moodle non permette queste due funzioni contemporaneamente. La soluzione proposta prevede l’utilizzo del video di Kaltura configurato come link dentro un H5P Interactive Video, plugin presente nelle istanze di Ateneo, con un marcatore finale che Moodle interpreta come completamento e con la disattivazione dello skip della navigazione. L’Interactive video di H5P dispone di una funzione che permette di variare la velocità di fruizione del video.
Il contributo descrive la progettazione e l’erogazione del corso ECM (Educazione Continua in Medicina) “FAD Tutor di Medicina”, realizzato sulla piattaforma Moodle dell’Università degli Studi di Torino per la formazione dei medici tutor coinvolti nei tirocini del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia. Rivolto ai medici strutturati, il corso mira a uniformare e condividere contenuti didattici essenziali da trasmettere agli studenti durante l’esperienza clinica. L’esperienza evidenzia il ruolo di Moodle come infrastruttura completa per la formazione continua in ambito sanitario, capace di coniugare flessibilità didattica, qualità organizzativa e supporto ai processi di apprendimento dei tutor clinici.
La diffusione dei modelli di intelligenza artificiale generativa sta modificando in profondità le pratiche di progettazione, produzione e controllo dei contenuti per la valutazione degli apprendimenti. Nel contesto Moodle, non c’è solo l’opportunità di generare automaticamente nuove domande, ma integrare tale generazione in un processo didatticamente governato, tracciabile e compatibile con le pratiche ordinarie del docente: uso dei materiali del corso, revisione umana, import nel Question Bank, costruzione del quiz ed eventuale esportazione in formati riutilizzabili e di calibrarne la qualità di quanto prodotto.
Il contributo presenta AIQuizGen, un plugin Moodle sviluppato come blocco docente per supportare la creazione di quesiti assistita da IA a partire da topic liberi, documenti di corso e immagini estratte da presentazioni PPTX o caricate dal docente. Il plugin è nato come generatore testuale di domande per evolversi in un ambiente integrato per la produzione controllata di item valutativi multimodali. Le funzionalità includono retrieval augmented generation sui materiali del corso, pipeline avanzata in tre fasi per stem e distrattori, generazione in stile USMLE per contesti clinico-sanitari, calibrazione della difficoltà, verifica automatica del livello Bloom tramite LLM-as-judge con fallback euristico, controllo di sovrapposizione lessicale tra domande e generazione di quesiti basati sull’interpretazione di immagini reali delle slide.
L’architettura del plugin è organizzata attorno a un controller Moodle, un generatore di domande, un client IA, un gestore RAG, un importer verso il Question Bank/Quiz. Il plugin mette al centro il docente con la scelta di documenti, topic o immagini, generazione assistita, verifica di qualità, funzioni di revisione, approvazione o scarto, ed infine salvataggio nel Question Bank o esportazione in formati Moodle XML/DOCX con immagini incorporate. In questo modello, l’IA non sostituisce la progettazione didattica, ma diventa un componente operativo dentro un ciclo di validazione professionale.
Il contributo descrive l’esperienza dell’Università di Torino nel progettare, configurare e gestire gli esami di recupero del “Semestre Aperto” per le discipline di Biologia, Chimica e propedeutica biochimica e Fisica. Il focus dell’articolo è quello di evidenziare come l’integrazione tra Moodle e Safe Exam Browser (SEB) contribuisca alla definizione di procedure standard, sia tecniche che organizzative, per la digitalizzazione degli esami attuando una riduzione dei costi e dei tempi per l’erogazione delle prove con un impatto positivo per l’Ateneo in termini di efficacia ed efficienza. L’esposizione degli aspetti tecnici, organizzativi e metodologici evidenzia come Moodle si possa considerare una parte di un’infrastruttura tecnologica organizzativa per la gestione di esami informatizzati in presenza, capace di integrare sicurezza, scalabilità, controllo operativo e sostenibilità amministrativa. L’obiettivo del lavoro è quello di offrire un punto di partenza per definire un modello, tecnico e operativo, che possa portare a uno standard applicabile a più contesti accademici, una best practice condivisa, testata e implementabile nel corso del tempo sulla base di esigenze future.
Mi propongo di presentare il modo in cui organizzo gli esami di uno dei corsi che insegno, Algoritmi 2, perché sono abbastanza articolati da richiedere alcuni accorgimenti per rendere la gestione flessibile e minimizzare gli errori nella preparazione degli appelli. Richiedono l'uso di condizioni per l'accesso, gruppi, categorie di valutazione, operazioni massive di iscrizione e modifica.
Si descrive la costruzione di un percorso di autovalutazione mediante Moodle a supporto di un insegnamento di Matematica di base in un corso di Laurea in Economia Aziendale. Si analizzano le scelte metodologiche relative al formato e la fruibilità del percorso, mettendo in evidenza le soluzioni tecniche adottate con Moodle. Si discutono i risultati di utilizzo nell’arco di tre anni di osservazione, mettendo in evidenza criticità e punti di interesse per possibili sviluppi.
Il tutorato universitario supportato da piattaforme digitali svolge un ruolo sempre più rilevante nel successo formativo degli studenti. Il progetto TutorMED, promosso dall'Università degli Studi di Torino, sostiene gli studenti della Scuola di Medicina attraverso attività di tutorato disciplinare su Moodle. La ricerca analizza il profilo digitale dei tutor per orientare la formazione iniziale e si basa sui questionari compilati da 12 tutor impegnati in 24 insegnamenti. I risultati evidenziano una buona percezione delle proprie competenze digitali e atteggiamenti positivi nei confronti delle tecnologie. Pur avendo una limitata esperienza nell’utilizzo di Moodle con ruolo di teacher, i tutor ne riconoscono il potenziale a supporto della progettazione didattica, anche attraverso l’integrazione dell’IA. I risultati forniscono indicazioni utili per progettare percorsi formativi mirati.
World Alliance for Microcredentials
DEH Alm@
DEH Edvance
DEH Edunext
MoRAGA (Moodle + RAG) è un modulo di attività Moodle sviluppato dal CERDD del DECS del Canton Ticino, che integra nella piattaforma un assistente conversazionale basato su Retrieval-Augmented Generation. Il docente definisce un corpus documentale e lo studente dialoga con un'IA le cui risposte sono ancorate a tali materiali.
Il modello linguistico è Apertus, LLM open source svizzero. La comunicazione presenta l'approccio progettuale, l'architettura (Moodle 4.5 LTS, backend RAG con PostgreSQL/pgvector) e i meccanismi di governabilità e tutela dei dati — configurazione su tre livelli, strumento di audit, pseudonimizzazione, hard delete — insieme allo stato del lavoro e al piano di sperimentazione in una sede pilota. Un caso di integrazione nativa e open source dell'IA generativa in Moodle, orientata alla sovranità dei dati e alla centralità del docente.
La frammentazione e l’eterogeneità dei contenuti nei corsi Moodle possono complicare il reperimento delle informazioni e la loro organizzazione in percorsi didattici coerenti. Sebbene l’intelligenza artificiale offra opportunità per l’apprendimento personalizzato e l’autovalutazione, il suo valore didattico dipende anche dall’ancoraggio alle fonti del corso, dalla coerenza con gli obiettivi formativi e dalla supervisione del docente. StudyBuddy introduce una chat contestuale e strumenti per la generazione di quiz, flashcard e mappe concettuali basati sui contenuti del corso mediante Retrieval-Augmented Generation (RAG). Il sistema supporta lo studente nelle attività di comprensione, ripasso e autovalutazione, mantenendo al contempo il controllo docente attraverso un workflow di generazione e revisione delle bozze. La possibilità di trasformare più facilmente i materiali del corso in attività formative diversificate può inoltre sostenere i docenti nella progettazione di e-tivities più articolate, senza sostituire le scelte pedagogiche e la supervisione umana. Il prototipo è sviluppato per Moodle 4.5 ed è attualmente in fase di validazione tecnica e didattica; sono previsti successivi adattamenti alle versioni Moodle 5.x.
Il contributo presenta il blocco "Participant Info", sviluppato per l'Università degli Studi di Padova per digitalizzare la comunicazione delle
necessità didattiche specifiche (disabilità, disturbi specifici dell'apprendimento, altri bisogni educativi speciali) tra studenti e docenti in
Moodle. I codici di necessità, standardizzati a livello di Ateneo, vengono acquisiti automaticamente negli attributi del profilo utente ad ogni
autenticazione tramite Single Sign-On Shibboleth e resi visibili esclusivamente ai docenti del corso, senza alcuna azione manuale richiesta. Il blocco
offre due livelli di reportistica con esportazione CSV, uno per singolo corso e uno aggregato di piattaforma riservato ai manager di sistema,
notifiche email automatiche ai docenti all'iscrizione di uno studente con necessità specifiche, e configurazione dei campi monitorati sia a livello di
ateneo che di singolo corso, nel pieno rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali e del diritto all'autodeterminazione dello
studente.
Il Teaching and Learning Center dell’Università di Torino adotta un consolidato modello di Faculty Development, che valorizza il teaching portfolio come dispositivo pedagogico riflessivo per il bilancio e lo sviluppo delle competenze didattiche e valutative. Il contributo approfondisce il tema dal punto di vista formativo e tecnico-metodologico approfondendo il caso di un percorso di Faculty development rivolto a ricercatori neoassunti.
Dal 2026 il TLC sperimenta su Moodle la suite open-source Exabis integrata con AI assistiva come mentore metacognitivo. Il sistema è progettato per supportare l’autoriflessione, la costruzione guidata dei diari riflessivi attraverso My Views e la mappatura delle evidenze rispetto al framework DigCompEdu. L’adozione di un’infrastruttura istituzionale e, ove applicabile, on-premise consente di affrontare in modo più controllato i temi della sovranità digitale, della governance dei dati, della conformità al GDPR e della coerenza con il Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale. L’infrastruttura aggancia Open Badge (standard IMS) e, tramite moduli di Block export, estrae record in CV Europass e SCORM interoperabili, assicurando la portabilità inter-ateneo delle skill. Sfruttando Logstore API, il modello analizza i dati di interazione per validare un framework replicabile esteso a Master e corsi curricolari, promuovendo un apprendimento trasformativo.
Il contributo presenta i primi risultati della sperimentazione istituzionale di Blended Learning avviata dall'Università di Trento nell'a.a. 2025/26 e accompagnata da un percorso di Faculty Development promosso dal Teaching and Learning Center (FormID). Il modello ha integrato formazione pedagogica, Instructional Design e supporto tecnologico per la riprogettazione dei corsi in Moodle secondo scenari di apprendimento attivo. L'analisi combina dati quantitativi e qualitativi. I Learning Analytics di Moodle, confrontati con quelli degli stessi insegnamenti erogati nell'a.a. 2024/25 in modalità tradizionale, consentono di analizzare l'evoluzione nell'uso degli strumenti digitali, la distribuzione degli scenari di Blended Learning e il loro allineamento con le strategie didattiche adottate. I risultati sono integrati con le evidenze emerse dai questionari pre e post sperimentazione rivolti a docenti e studenti, offrendo una lettura complessiva dei processi di innovazione didattica e organizzativa.
In questo contributo viene descritto il processo di automazione della gestione delle certificazioni periodiche obbligatorie del personale di Lugano Airport attraverso la piattaforma Moodle. Il contesto aeroportuale impone a ogni dipendente il mantenimento di certificazioni attive, variabili per ruolo e con scadenze differenziate. La soluzione adottata integra nella piattaforma un sistema di compliance training che gestisce in modo automatico l’intero ciclo di vita di ogni certificazione: dall’apertura della finestra di rinnovo alla notifica dell’utente, fino all’escalation verso il responsabile della sicurezza in caso di mancato rinnovo. L’obiettivo principale è garantire la conformità normativa continua del personale, eliminando il rischio di certificazioni scadute non rilevate e riducendo il carico gestionale connesso al monitoraggio manuale delle scadenze.
Il contributo descrive mod_lessonscalendar, attività di corso Moodle progettata per unificare in un'unica interfaccia la pianificazione, il tracciamento delle presenze e la gestione delle registrazioni di lezioni erogate in modalità ibrida. Il plugin è stato sviluppato per Mind4Children, spin-off accademico dell'Università degli Studi di Padova attivo nella formazione specialistica in ambito neuropsicologico dello sviluppo. È in produzione dal novembre 2025. Vengono presentati l'architettura della soluzione, i meccanismi di tracciamento multimodale delle presenze, la conformità alle API native di Privacy e GDPR di Moodle, i dati preliminari relativi a un'osservazione semestrale condotta su 14 corsi, 26 formatori e circa 580 partecipanti. Il contributo discute inoltre una criticità aperta legata al trattamento dei dati personali nella funzione di accesso non autenticato, illustra il percorso di consolidamento del codice in vista della sottomissione alla Moodle Plugins Directory, traccia la roadmap evolutiva.
La diffusione strutturale della didattica ibrida nel periodo post-pandemico ha reso esplicita una frammentazione operativa degli ambienti di apprendimento (Hodges et al., 2020; Garrison e Vaughan, 2008). L'ente che eroga sessioni in modalità mista è chiamato a coordinare, per ciascuna lezione, una piattaforma di videoconferenza, un registro delle presenze, un calendario, un repository delle registrazioni. In ambito Moodle questa frammentazione si traduce nell'uso parallelo di plugin distinti, ciascuno con un proprio modello dati, una propria interfaccia utente, una propria logica di completamento. Il costo cognitivo e amministrativo è significativo per docenti, tutor, amministratori Moodle ed assistenti didattici; l'esperienza di fruizione è discontinua per lo studente, l'integrità del dato di presenza è spesso compromessa dal disallineamento tra sistemi.
Nell'ecosistema dei plugin Moodle esistono soluzioni mature per ciascuno dei sotto-problemi richiamati. Il plugin Attendance (mod_attendance), attualmente mantenuto da Marsden, costituisce dal 2014 lo standard de facto per la rilevazione delle presenze, con un modello centrato sulla sessione e su una griglia di stati personalizzabili. L'integrazione con i sistemi di videoconferenza è coperta da plugin specifici, come quelli per BigBlueButton, Zoom o Microsoft Teams, ciascuno con un proprio scope e una propria policy di sincronizzazione. L'inserimento delle registrazioni è tipicamente delegato a plugin video o al filtro multimediale nativo. Nessuno dei moduli esistenti, allo stato dell'arte, integra in un'unica attività di corso la pianificazione, il tracciamento e l'archiviazione delle registrazioni, mantenendo al contempo la flessibilità di alternare modalità online e presenza sulla singola lezione e di esporre un canale di gestione operativa per attori non autenticati. Il plugin presentato nel presente contributo si colloca in questa lacuna funzionale.
mod_lessonscalendar è un'attività di corso Moodle compatibile con le versioni dalla 4.x alla 5.x. Il modello dati si articola su tre entità principali, la lezione (programmata, con modalità esclusiva online o in presenza), la presenza (relativa a uno studente per una lezione, con uno stato e l'attribuzione dell'origine), la registrazione (URL Vimeo associato a una lezione conclusa). Le funzionalità chiave sono le seguenti.
Il plugin implementa il sistema di capability di Moodle, con sette permessi dedicati che separano la gestione delle lezioni, il tracciamento delle presenze, la consultazione dei report, l'import CSV e l'autosegnatura della presenza online. Il trattamento dei dati personali è demandato alle API native Privacy di Moodle, sia in esportazione che in cancellazione. Il link esterno tokenizzato usa un token revocabile, così il titolare del corso può interrompere l'accesso in qualsiasi momento.
Sul versante dell'accessibilità, l'interfaccia si basa sui template Mustache nativi di Moodle, con marcatura semantica HTML5 e integrazione del tema attivo. I form generati con le API moodleform garantiscono etichette esplicite, gestione del focus e compatibilità con i principali screen reader. Le viste tabellari sono operabili interamente da tastiera, i contrasti rispettano le WCAG 2.1 livello AA (W3C, 2018) e le notifiche asincrone usano regioni aria-live.
Il plugin è in produzione presso Mind4Children dal novembre 2025. È stata inoltre avviata di recente una seconda sperimentazione presso l'Agenzia Formativa Dante Alighieri, ente accreditato per la formazione professionale presso la Regione Emilia-Romagna. L'osservazione presentata nel contributo copre i primi sei mesi di adozione e si configura come uno studio di caso a metodologia mista a prevalenza descrittiva (Yin, 2018). I dati quantitativi sono stati estratti dalle tabelle interne del plugin attraverso le funzionalità native di export. La rilevazione qualitativa è stata condotta in forma non strutturata, attraverso colloqui informali con i formatori durante le riunioni periodiche di staff. Una rilevazione strutturata, basata su una scala di valutazione dell'usabilità (System Usability Scale, Brooke, 1996) e su interviste semistrutturate, è in corso di pianificazione per la seconda annualità di adozione.
L'osservazione ha riguardato 14 corsi di formazione specialistica, 26 formatori coinvolti con ruoli di docenza o tutoraggio, una popolazione di circa 580 partecipanti. Nel periodo sono state pianificate 92 lezioni complessive, di cui 60 erogate in modalità online, 23 in presenza, le restanti riprogrammate o annullate nel corso del semestre. La funzione del link esterno è stata attivata sulla totalità dei corsi del campione, configurazione che ha consentito a tutor d'aula non iscritti alla piattaforma di operare sul registro nelle attività in sede.
Sul piano qualitativo i feedback raccolti convergono su un nucleo ricorrente di benefici operativi, l'eliminazione dei fogli firma cartacei nelle attività in presenza e del successivo lavoro di trascrizione nel registro elettronico, lo snellimento delle operazioni di check-in nei corsi a numero elevato di partecipanti, la centralizzazione del registro delle presenze e delle registrazioni in un'unica interfaccia di lavoro, la riduzione percepita degli errori di disallineamento tra strumenti distinti, una maggiore tempestività nella verifica del completamento da parte dello studente. I dati raccolti vanno interpretati come indicazioni preliminari, l'analisi quantitativa di efficacia e l'analisi di affidabilità del tracciamento automatico in confronto al tracciamento manuale sono oggetto della seconda fase di studio.
Il caso ha fatto emergere una criticità rilevante che riguarda la funzione del link esterno tokenizzato. Tale funzione consente a un utente non autenticato in Moodle di visualizzare l'elenco nominativo dei partecipanti iscritti al corso al fine di marcarne la presenza, comportando l'esposizione di dati personali (nome, cognome, eventualmente email) al di fuori del perimetro autenticato della piattaforma. L'analisi giuridica in corso, condotta con il DPO della struttura, esamina l'inquadramento della funzione alla luce del Regolamento (UE) 2016/679, il ruolo del titolare e del responsabile del trattamento dei dati, l'individuazione della base giuridica idonea, le misure tecniche e organizzative di mitigazione. Le misure tecniche in fase di consolidamento includono la rotazione periodica del token, la limitazione temporale dell'accesso, l'audit log degli eventi di lettura, la possibilità di limitare la visualizzazione a un sottoinsieme di partecipanti. La presentazione condividerà con la comunità AIUM le scelte tecniche e organizzative adottate, nel quadro di una riflessione collettiva sui pattern di delega operativa a utenti non autenticati nei plugin Moodle.
Il contributo presenta un'esperienza di sviluppo e adozione di un plugin Moodle pensato per affrontare in modo integrato la complessità della didattica ibrida nella formazione specialistica. I dati preliminari raccolti nei primi sei mesi di produzione, ancorché esplorativi, suggeriscono benefici operativi consistenti rispetto alla situazione precedente, basata sulla combinazione di strumenti separati. Il percorso prospettato include il consolidamento del codice in vista della sottomissione alla Moodle Plugins Directory, l'allineamento al Moodle Coding Style, l'incremento della copertura dei test unitari (PHPUnit e Behat), la peer review nella community attraverso il tracker ufficiale. La roadmap evolutiva include la generazione automatica di attestati di partecipazione condizionati al completamento, l'integrazione con i sistemi di videoconferenza tramite OAuth per la sincronizzazione bidirezionale degli eventi, l'estensione del tracciamento delle presenze sulla base degli eventi della riunione esterna laddove esposti dall'API del provider, l'introduzione di una vista calendario mensile, l'estensione della modalità di rilevazione a configurazioni miste sulla singola lezione.
Le attività svolte su Moodle producono dati che permettono di osservare diversi aspetti delle modalità di studio e apprendimento, tra cui la distribuzione dell’impegno nel tempo, l’uso della ripetizione, la reazione al feedback, la persistenza degli errori e la capacità di trasferire quanto appreso a domande simili. Il contributo analizza i dati relativi ad alcuni corsi universitari di Economia politica, integrando informazioni provenienti dai quiz, dagli esami e da questionari compilati prima e dopo la prova.
La struttura del dataset consente di seguire, per ciascuna persona e per ciascuna domanda, la sequenza dei tentativi, i tempi di svolgimento, le ripetizioni, i miglioramenti e gli errori persistenti. I risultati mostrano che la performance nei primi tentativi è fortemente associata al risultato dell’esame, anche controllando per il voto ottenuto in una prova precedente. Anche la procrastinazione, i tentativi vuoti o quasi vuoti e le ripetizioni molto ravvicinate risultano associati a risultati peggiori. Queste relazioni non possono essere interpretate in senso causale, ma indicano che i dati Moodle possono contribuire a individuare precocemente traiettorie di studio differenti e possibili segnali di difficoltà.
L’analisi considera inoltre ciò che accade quando una persona incontra nuovamente la stessa domanda. Nella maggioranza dei casi, una risposta inizialmente errata viene corretta nel tentativo successivo. Tuttavia, una parte degli errori persiste. Per analizzare questo fenomeno viene studiata la stickiness dell’errore, cioè la tendenza a ripetere la stessa risposta errata. La frequenza osservata viene confrontata con quella attesa sulla base dell’attrattività generale dei diversi distrattori. In alcuni quiz emerge una persistenza individuale molto superiore a quella attesa; in altri prevale invece una convergenza collettiva sugli stessi errori, senza una specifica stabilità individuale. Gli errori non sembrano quindi sempre casuali, ma possono riflettere rappresentazioni, associazioni o procedure errate relativamente stabili.
Il miglioramento sulla stessa domanda non dimostra però, da solo, un apprendimento trasferibile, perché può dipendere dal riconoscimento dell’item o dal ricordo della risposta. Per questo l’analisi considera anche domande diverse che richiedono lo stesso principio o la stessa procedura. I primi risultati mostrano una chiara continuità tra la performance nei quiz e quella all’esame, mentre il trasferimento specifico a domande nuove e concettualmente analoghe appare più difficile da misurare e richiede una classificazione didattica accurata degli item.
Nel complesso, i dati Moodle possono essere utilizzati per comprendere meglio i processi di apprendimento, monitorare le traiettorie degli studenti, individuare segnali di difficoltà e valutare percorsi o interventi personalizzati. La ricostruzione delle sequenze di risposta permette infatti di osservare come le persone affrontano l’errore, utilizzano il feedback e modificano, oppure mantengono, le proprie risposte nel tempo.
Il contributo analizza l'evoluzione del corso online di Italiano L2 "Mare digitale", erogato dall'Università degli Studi di Pavia in modalità prevalentemente asincrona su Moodle, Panopto e H5P. Attraverso un approccio mixed-methods, lo studio confronta le edizioni 2025 e 2026 per valutare l'impatto delle scelte di learning design e della gestione quotidiana dell'ecosistema didattico. I risultati quantitativi mostrano un netto miglioramento della performance: la percentuale di idonei è salita dal 75,31% al 92,06%, accompagnata da una drastica riduzione degli insuccessi e dell'assenteismo.
L'analisi dei questionari intermedi (sulle Unità 1 e 2) evidenzia un elevato gradimento per la flessibilità della modalità asincrona. Tuttavia, le criticità tecniche nella fruizione delle videolezioni non si sono azzerate, rendendo decisiva la gestione attiva delle segnalazioni tramite e-mail e il Forum tecnico "Need help?". Nelle prospettive future si pianificano la somministrazione di rilevamenti non anonimi (per vincolare le risposte agli studenti regolarmente iscritti) e il potenziamento dello scaffolding in lingua inglese nelle prime unità per contrastare il disorientamento e prevenire il drop-out. L'esperienza dimostra come l'efficacia didattica negli ambienti e-learning dipenda dall'integrazione tra rigore progettuale, presidio operativo e ascolto continuo dello studente.
Keywords – Moodle, Italiano L2, Learning Design, H5P, Panopto, Microlearning, Learning Analytics, Self-Regulated Learning, Ecosistemi Digitali.
Il progetto CLIMT (“Coaching Linguistico Implementato su Moodle”), vincitore della Call Abbraccia il futuro – Libera l’innovazione in aula (2023) dell’Università di Torino, ha come obiettivo trasformare Moodle in un ecosistema digitale per l’apprendimento del tedesco, integrando manuali digitali, attività e monitoraggio dei progressi. Il progetto, svoltosi tra il 2023 e il 2026, ha coinvolto studenti del I e II anno di alcuni corsi di laurea del Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne dell'Università di Torino e ha visto la collaborazione di varie componenti (docenti, informatici, etc.) Il contributo analizza il processo di ideazione e implementazione dell’ecosistema in particolare attraverso due prospettive: il feedback del team informatico, relativo a interoperabilità, LTI e limiti delle piattaforme proprietarie, e quello degli studenti, che evidenzia punti di forza (accessibilità, autonomia, monitoraggio) e criticità. Saranno inoltre presentati gli esiti di un workshop finale sulla progettazione di ecosistemi digitali e sul ruolo dell’intelligenza artificiale nella didattica linguistica. CLIMT si propone pertanto come caso di studio sulle condizioni necessarie per realizzare ambienti digitali sostenibili e orientati all’apprendimento.
Gli studenti internazionali presentano bisogni eterogenei, che rendono necessaria una progettazione attenta degli ambienti Moodle dedicati all'autoapprendimento. Il contributo presenta Italiano in pillole, l'ambiente sviluppato dal Centro Linguistico CLUPO dell'Università del Piemonte Orientale, interrogandosi su quali scelte di progettazione didattica, interazione e mediazione favoriscano un uso continuativo e significativo delle risorse. Il percorso combina funzionalità Moodle selezionate in funzione di differenti obiettivi didattici (H5P, Quiz, Compiti, Workshop, Forum e Glossari) e viene analizzato confrontando tre modalità di accompagnamento: esplorazione autonoma, integrazione nella didattica del docente e mediazione tra pari attraverso il tutor Buddy. I risultati preliminari mostrano che la disponibilità delle risorse rappresenta una condizione necessaria ma non sufficiente: partecipazione e apprendimento dipendono dalle scelte di progettazione e dalle forme di interazione e mediazione che orientano l'uso dell'ambiente. Il contributo propone una riflessione sul ruolo di Moodle D.I.R. come ambiente progettato per sostenere autoapprendimento, interazione e autonomia.
Il presente contributo si colloca all’interno dei progetti realizzati dal Digital Educational
Hub di Edunext nel corso dell’anno accademico 2025/2026. In particolare, si intende
presentare l’integrazione di AIDA, un Artificial Intelligent Didactic Assistent, all’interno di
learn.edunext.eu, LMS Moodle appositamente adattato e personalizzato per l’erogazione
di 35 corsi di laurea, di cui 8 triennali e 27 magistrali. Tramite un’integrazione LTI, gli
utenti loggati nella piattaforma e-learning citata possono direttamente accedere al tutor
multi agent e alla suite di strumenti generativi di AIDA, in grado di trasformare il materiale
in formati strutturati per agevolarne e guidarne la comprensione e lo studio. Vengono
inoltre illustrate le interfacce e i principali dati di utilizzo registrati nel primo anno
accademico di implementazione.
Come produrre in modo automatico molte varianti di domande su un certo argomento, per avere un serbatoio da cui scegliere a caso per ogni istanza del quiz.
Il processo si basa su file JSON che contengono le informazioni necessarie per produrre le domande, accanto a template per la produzione di quiz in formato Moodle XML. Il programma di generazione è scritto in Python. Le domande sono di diversi tipi come drag&drop testuali o cloze.
L'attività permetterà ai partecipanti di provare la soluzione compilando un file con una struttura preimpostata, generare le domande, e caricarle su uno spazio Moodle.
L’attività è rivolta a chiunque abbia necessità di produrre quiz e non richiede alcuna competenza specifica.