16–18 set 2026
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Moodle per una didattica ibrida aumentata: un’esperienza in corso nei Master IA e DIRSCO

16 set 2026, 16:13
8m
Comunicazione (Short paper) Intelligenza Artificiale in Moodle Contributi

Relatori

Dr. Andrea Cirolia (Università degli studi della Basilicata) Giuseppe Nobile (Università degli studi della Basilicata)

Descrizione

Moodle per una didattica ibrida aumentata: un’esperienza in corso nei Master IA e DIRSCO
Alessio Fabiano1, Andrea Cirolia1, Giuseppe Nobile1
1 Università degli Studi della Basilicata – Laboratorio ORIAID
alessio.fabiano@unibas.it; andrea.cirolia@unibas.it; giuseppe.nobile@unibas.it

— COMUNICAZIONE —
Il contributo presenta l’esperienza maturata dal Laboratorio ORIAID dell’Università degli Studi della Basilicata nell’organizzazione di due Master di II livello erogati attraverso Moodle nell’ecosistema EDUNEXT. I percorsi riguardano, rispettivamente, l’impiego dell’Intelligenza Artificiale nei processi inclusivi e i temi della governance scolastica. La piattaforma raccoglie materiali, accessi alle lezioni sincrone, consegne, comunicazioni e attività di tutoraggio, offrendo ai corsisti un ambiente riconoscibile lungo l’intero percorso. Alcune applicazioni di IA vengono utilizzate per sottotitoli, traduzioni, sintesi e materiali multimodali, con verifica dei contenuti da parte di docenti e tutor. Da queste pratiche è nata anche la guida Didattica inclusiva con l’Intelligenza Artificiale, pensata come supporto operativo alla progettazione educativa.
Keywords – Moodle, didattica ibrida, Intelligenza Artificiale, AI Literacy, inclusione.

1 CONTESTO E FINALITÀ
Il contributo presenta un’esperienza innovativa tuttora in corso presso l’Università degli Studi della Basilicata, sviluppata nell’ambito delle attività del Laboratorio ORIAID. L’esperienza riguarda l’impiego di Moodle, all’interno dell’ecosistema EDUNEXT, in due Master di II livello: Intelligenza artificiale, didattica digitale e nuove tecnologie per i processi inclusivi e Il Dirigente scolastico e il docente fra governance e didattica per la prevenzione educativa del disagio giovanile – DIRSCO.
I due percorsi sono rivolti prevalentemente a professionisti della scuola e condividono l’esigenza di rendere sostenibile una formazione universitaria online articolata, capace di integrare lezioni sincrone, attività asincrone, materiali di studio, interazioni, consegne e tutoraggio. Pur mantenendo finalità differenti, i Master utilizzano Moodle come ambiente comune di riferimento, evitando che l’esperienza formativa si frammenti tra strumenti, comunicazioni e spazi digitali non coordinati [1].
Le scelte compiute nei due Master riprendono alcuni temi già affrontati dagli autori: la trasformazione degli spazi di apprendimento, l’AI Literacy, l’inclusione e la responsabilità educativa connessa all’uso dell’IA [4][5][6][7]. La letteratura sul blended learning ha inoltre aiutato a leggere la piattaforma come parte della progettazione e non come semplice supporto tecnico [2][3]. Nella pratica quotidiana, infatti, introdurre una nuova applicazione non basta. Occorre stabilire dove collocarla nel corso, quale attività deve sostenere, che cosa viene richiesto al corsista e in quale momento intervengono docente e tutor.
2 MOODLE COME AMBIENTE UNITARIO DEL PERCORSO
Nei due Master Moodle non è utilizzato come semplice repository di documenti, ma come infrastruttura didattica che organizza e rende leggibile l’intero percorso. La suddivisione dei corsi in moduli e sezioni consente ai corsisti di riconoscere la sequenza delle attività, accedere ai materiali, individuare le consegne, entrare nelle aule virtuali e mantenere una visione complessiva del proprio itinerario formativo.
Particolare attenzione è riservata alla continuità tra dimensione sincrona e asincrona. Le lezioni in aula virtuale vengono collegate alle risorse preparatorie, ai materiali di approfondimento e alle attività successive. In questo modo, il momento sincrono non rimane isolato, ma viene inserito in una struttura più ampia di anticipazione, partecipazione, rielaborazione e restituzione.
Forum, compiti e comunicazioni permettono inoltre di prolungare il dialogo oltre la lezione e di sostenere tempi di apprendimento compatibili con le esigenze di corsisti adulti. Moodle assume così la funzione di spazio stabile e riconoscibile, all’interno del quale vengono ricomposte le diverse dimensioni dell’esperienza formativa.
Il tutoraggio svolge una funzione essenziale. Il tutor non interviene soltanto in presenza di problemi tecnici, ma accompagna l’orientamento nell’ambiente, chiarisce le consegne, facilita il rapporto con i docenti e mantiene la continuità organizzativa tra i diversi insegnamenti. Moodle diventa così anche uno spazio di mediazione e di presenza formativa, nel quale la distanza fisica non coincide necessariamente con distanza educativa.
Operativamente, nei diversi insegnamenti il modulo Moodle viene organizzato secondo una sequenza ricorrente: pubblicazione dei materiali introduttivi e delle indicazioni preparatorie; accesso alla lezione sincrona dall’ambiente del corso; successiva disponibilità delle risorse di approfondimento; eventuale produzione o rielaborazione di un artefatto multimodale; consegna in piattaforma e accompagnamento del tutor. Quando vengono utilizzate applicazioni di IA, ai corsisti è richiesto di verificare i contenuti prodotti, rielaborarli in relazione agli obiettivi dell’attività e dichiarare in modo trasparente il contributo dello strumento.

3 INTEGRAZIONE DELLE APPLICAZIONI DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE
L’ecosistema EDUNEXT rende disponibili applicazioni basate sull’Intelligenza Artificiale utilizzabili per la trascrizione, la sottotitolazione, la traduzione, la sintesi, la rielaborazione dei contenuti e la produzione di materiali audiovisivi e multimodali. Nei due Master tali funzioni vengono integrate all’interno delle attività Moodle e non proposte come strumenti autonomi o sostitutivi della progettazione.
Nel Master dedicato all’IA e ai processi inclusivi, le applicazioni sono utilizzate soprattutto per mostrare come uno stesso contenuto possa essere rappresentato attraverso formati differenti, favorendo accessibilità, personalizzazione e partecipazione. Testi, audio, immagini, mappe, sottotitoli e video diventano mediatori da selezionare in relazione agli obiettivi formativi e ai bisogni dei destinatari.
La logica di riferimento è quella dell’Universal Design for Learning, che invita a predisporre molteplici modalità di rappresentazione, azione ed espressione [8]. La disponibilità di strumenti differenti non conduce, tuttavia, a un loro impiego indiscriminato: la scelta viene ricondotta alla coerenza con gli obiettivi del modulo e alla possibilità di ridurre ostacoli di accesso, comprensione o partecipazione.
Nel Master DIRSCO, le stesse possibilità tecnologiche sono collegate maggiormente ai temi della governance, della comunicazione istituzionale, della qualità dei processi formativi e della responsabilità organizzativa. L’attenzione si concentra sulla necessità di adottare criteri condivisi per l’impiego dell’IA, evitando automatismi, usi opachi o produzioni non verificate.
Nei due Master i materiali ottenuti con applicazioni di IA non vengono pubblicati automaticamente. Trascrizioni, sottotitoli, sintesi e traduzioni sono controllati prima di essere resi disponibili, perché anche errori apparentemente minori possono modificare il significato di una lezione o rendere meno comprensibile un contenuto. Docenti e tutor intervengono quindi nella selezione, nella revisione e nella contestualizzazione degli output.
Questo passaggio è parte dell’attività formativa. Ai corsisti non viene chiesto soltanto di saper usare uno strumento, ma di interrogarsi sull’attendibilità del risultato, sui dati inseriti e sulle modifiche necessarie prima di riutilizzarlo. L’AI Literacy comprende anche queste operazioni di controllo e di assunzione di responsabilità [6][9][10]. Quando l’IA interviene nella produzione di un elaborato, il suo contributo deve inoltre essere dichiarato e riconoscibile.

4 UNA PRATICA DI DIDATTICA IBRIDA AUMENTATA
Nel corso dell’organizzazione dei due Master il gruppo di lavoro ha iniziato a utilizzare l’espressione didattica ibrida aumentata per descrivere una configurazione ricorrente. Moodle rimane il punto di accesso al percorso, mentre le applicazioni di IA vengono impiegate in passaggi circoscritti: predisporre sottotitoli, affiancare un testo con una sintesi audio, tradurre alcuni contenuti o riorganizzare materiali destinati alla successiva discussione.
Questa impostazione è maturata anche attraverso problemi molto concreti. Alcuni corsisti seguono le attività mentre lavorano, altri consultano i materiali in momenti differenti dalla lezione, altri ancora incontrano difficoltà nel passaggio tra l’aula virtuale e le diverse risorse del corso. Per questa ragione, si è cercato di mantenere in Moodle una struttura stabile: indicazioni iniziali, link alla lezione, materiali utilizzati dal docente, attività successive ed eventuale consegna.
Il tutor segue questo percorso e interviene soprattutto nei passaggi in cui possono verificarsi disorientamento o interruzioni. Una consegna poco visibile, un collegamento collocato nella sezione sbagliata o un materiale privo di indicazioni possono incidere sulla partecipazione più della disponibilità di una funzione tecnologicamente avanzata. L’esperienza ha quindi portato a prestare attenzione anche agli elementi ordinari dell’organizzazione del corso.
Le applicazioni di IA vengono selezionate di volta in volta. Non tutte risultano utili per ogni insegnamento e non sempre l’aggiunta di un nuovo formato migliora la comprensione. In alcuni moduli è stato sufficiente rendere disponibile una trascrizione; in altri è risultata più funzionale una sintesi o una rielaborazione audiovisiva. La scelta dipende dal contenuto, dal tipo di attività e dalle caratteristiche dei destinatari.
Sono emerse anche alcune difficoltà. Il passaggio tra più servizi può frammentare l’esperienza e aumentare il carico richiesto ai corsisti. La diversa familiarità con gli ambienti digitali rende inoltre necessario accompagnare le attività con istruzioni essenziali, evitando di concentrare nello stesso modulo troppe applicazioni. Un altro aspetto riguarda gli elaborati prodotti: un contenuto formalmente corretto o ben presentato non documenta, da solo, il processo di apprendimento.
Per questo motivo le consegne richiedono spesso una rielaborazione personale, una scelta motivata o una breve spiegazione delle modifiche effettuate. L’output dell’IA diventa così un materiale su cui lavorare, non il punto di arrivo dell’attività. La pratica resta in evoluzione e viene adattata in base agli insegnamenti e alle difficoltà incontrate durante l’erogazione.

5 DALL’ESPERIENZA ALLA GUIDA OPERATIVA
Le attività condotte nei contesti universitari e formativi del Laboratorio ORIAID hanno contribuito anche all’elaborazione della guida Didattica inclusiva con l’Intelligenza Artificiale. Guida operativa per la progettazione educativa nell’era dell’IA, curata da Alessio Fabiano, Andrea Cirolia e Giuseppe Nobile [11].
La guida nasce come strumento teorico-operativo di accompagnamento e sistematizzazione. I temi dell’AI Literacy, dell’Universal Design for Learning, dell’algoretica, della centralità del docente, della progettazione aumentata e della corresponsabilità educativa vengono tradotti in indicazioni, esempi, attività e criteri utilizzabili nella formazione.
Una sezione specifica è dedicata alle applicazioni audiovisive e multimodali rese disponibili nell’ecosistema EDUNEXT, considerate non come soluzioni automatiche, ma come strumenti da integrare in una progettazione intenzionale. La pubblicazione comprende inoltre proposte per la costruzione di materiali accessibili, l’impiego didattico del prompting, la valutazione formativa, la trasparenza nell’uso dell’IA e la tutela dei dati.
La guida riprende problemi incontrati anche nella gestione delle attività formative: la necessità di verificare i contenuti generati, la scelta dei formati più accessibili, l’uso consapevole dei prompt e la dichiarazione dell’intervento dell’IA. Alcuni strumenti descritti nel volume sono stati utilizzati come materiali di orientamento e discussione nei percorsi rivolti ai corsisti.
La pubblicazione non propone procedure valide in modo indistinto per ogni contesto. Raccoglie piuttosto indicazioni, esempi e materiali che possono essere modificati in base all’età dei destinatari, agli obiettivi del corso e alle condizioni organizzative. In questo senso, rappresenta uno degli esiti operativi dell’attività del Laboratorio ORIAID e accompagna esperienze formative che sono ancora in svolgimento.

6 CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
L’esperienza dei Master IA e DIRSCO mostra che la funzione di Moodle dipende soprattutto dal modo in cui il corso viene organizzato. La piattaforma permette di raccogliere lezioni, materiali, comunicazioni e consegne in uno spazio comune, ma la continuità del percorso richiede un lavoro costante di progettazione e accompagnamento.
Le applicazioni di IA hanno ampliato alcune possibilità operative. Sono state utili, in particolare, per predisporre materiali in formati diversi e per intervenire su trascrizioni, traduzioni, sintesi e contenuti audiovisivi. Il loro impiego ha però richiesto controlli, correzioni e scelte che non possono essere demandati automaticamente al sistema.
Nel lavoro svolto finora è risultato decisivo il raccordo tra docente, tutor e ambiente Moodle. La presenza del tutor ha consentito di intercettare difficoltà organizzative che, in un percorso online, possono rallentare o interrompere la partecipazione. Anche la disposizione delle risorse, la chiarezza delle consegne e la stabilità della struttura dei moduli hanno avuto un peso rilevante.
La comunicazione restituisce quindi un’esperienza ancora aperta. Nei mesi successivi proseguirà il lavoro sull’organizzazione dei moduli, sull’accessibilità dei materiali e sulle modalità con cui dichiarare e discutere l’uso dell’IA negli elaborati. I criteri descritti non intendono offrire una procedura unica, ma possono costituire un riferimento per altri percorsi universitari e per la formazione di professionisti adulti attraverso Moodle.

Riferimenti bibliografici
[1] https://moodle.org
[2] Garrison D.R., Kanuka H. Blended learning: Uncovering its transformative potential in higher education. The Internet and Higher Education, 7(2), (2004), pp. 95-105.
[3] Hrastinski S. What Do We Mean by Blended Learning? TechTrends, 63(5), (2019), pp. 564-569.
[4] Fabiano A. New learning spaces between AI Literacy and educational experience: a pedagogical perspective. Journal of Inclusive Methodology and Technology in Learning and Teaching, 6(1), (2026).
[5] Cirolia A., Nobile G. Beyond the Fear of Innovation Through the Hybridization of Learning Spaces. Journal of Inclusive Methodology and Technology in Learning and Teaching, 6(1), (2026).
[6] Nobile G., Cirolia A. AI Literacy and extended learning: toward an inclusive socio-technical pedagogy. Journal of Inclusive Methodology and Technology in Learning and Teaching, 6(1), (2026).
[7] Fabiano A. Per un nuovo paradigma educativo tra intelligenza artificiale, curricolo e cittadinanza digitale. Una prima riflessione. Journal of Educational, Cultural and Psychological Studies, 30, (2024), pp. 209-224.
[8] CAST. Universal Design for Learning Guidelines, version 3.0. CAST, Lynnfield, MA, (2024).
[9] UNESCO. Guidance for Generative AI in Education and Research. UNESCO, Paris, (2023).
[10] European Commission. Ethical Guidelines on the Use of Artificial Intelligence and Data in Teaching and Learning for Educators. Publications Office of the European Union, Luxembourg, (2022).
[11] Fabiano A., Cirolia A., Nobile G. Didattica inclusiva con l’Intelligenza Artificiale. Guida operativa per la progettazione educativa nell’era dell’IA. Supplemento di Educrazia. Rivista di riflessioni pedagogiche e didattiche, 1(2), (2025).

Autore principale

Prof. Alessio Fabiano (Università degli Studi della Basilicata)

Coautore

Dr. Andrea Cirolia (Università degli studi della Basilicata) Giuseppe Nobile (Università degli studi della Basilicata)

Materiali di presentazione

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