Relatore
Descrizione
Ecco l'abstract aggiornato con il nuovo titolo:
Abstract
Nel 2018, l'Ufficio Digital Learning e Multimedia dell'Università di Padova descriveva Moodle come un "Trojan Horse": uno strumento capace di introdurre gradualmente docenti e personale tecnico-amministrativo a un ecosistema digitale sempre più ricco, facendo leva sulla familiarità con la piattaforma istituzionale per abbassare le resistenze verso tecnologie nuove [9]. A distanza di anni, quella strategia si è evoluta e approfondita: Moodle non è più solo la porta d'ingresso verso altri strumenti, ma è diventato il hub pedagogico all'interno del quale nuovi strumenti trovano la loro legittimazione istituzionale e il loro canale di accesso naturale.
Il presente contributo racconta questa evoluzione attraverso il caso dell'integrazione di Wooclap in Moodle tramite Single Sign-On (SSO) con le credenziali istituzionali: uno strumento di audience response system che consente ai docenti di trasformare la lezione frontale in un'esperienza attiva e partecipativa, raccogliendo feedback in tempo reale, verificando la comprensione dei concetti e coinvolgendo gli studenti anche nelle grandi classi, senza mai uscire dall'ecosistema Moodle già familiare.
I dati analytics testimoniano una adozione ampia e consolidata: dall'attivazione della licenza istituzionale si contano oltre 18.000 presenter attivi, più di 1.100.000 partecipanti e quasi 7.000.000 di risposte ricevute, con picchi ricorrenti in corrispondenza dell'avvio dei semestri didattici. Significativo anche l'utilizzo spontaneo dello strumento da parte di studenti come presenter, a testimonianza di una adozione che ha superato i confini del suo utilizzo previsto.
A supporto dell'adozione, l'Ufficio ha strutturato un'offerta formativa continua — circa 40 interventi formativi negli ultimi sei mesi — articolata in Digital Days dedicati e sessioni individualizzate, evoluzione diretta del formato Digital Week descritto nel 2018.
Il caso dell'Ateneo patavino dimostra che il Trojan Horse è cresciuto: la strategia che usava Moodle come leva per introdurre nuovi strumenti si è trasformata in un ecosistema pedagogico maturo, in cui la semplificazione tecnica dell'accesso è il presupposto per pratiche di active learning scalabili, sostenibili e capaci di diffondersi anche oltre i destinatari originariamente previsti.